Esterno

Ci sta un settore dello stadio “Arechi” dove non vendono il biglietto. In realtà non ha neanche un nome. Lo chiamerò “Settore Esterno”. Non capita spesso, ma ogni tanto, come oggi, sì. Il mio Salernitana-Pescara, nei momenti salienti, l’ho vissuto in questo settore. Cominciando dal basso, nei luoghi di decenza. Coi pavimenti tutti bagnati, speriamo di acqua corrente, che bene rappresentavano, nella mia testa, la condizione attuale della squadra mia. E, di logica conseguenza, del mio stato d’animo.

Questo settore prosegue in salita con delle scale e, in Tribuna Azzurra come nei Distinti, ci stanno delle “finestre”. Lì mi fermo spesso, è una maniera per trarre un sospiro prima di andare sugli spalti, salutare, per l’ultima volta, la mia sanità mentale prima dei 90’ più varie ed eventuali. Oggi mi ci sono affacciato a lungo, guardavo verso la Tribuna, mi avevano detto che c’era Roberto Stellone. Settore alto, probabilmente lì aveva degli amici che lo ospitavano. Da lì mi hanno mandato la distinta su WhatsApp, confermato che, in assenza di esterni, in ossequio ai diktat, per un puntiglio della panca, dopo il polverone alzato dal management, andavamo dentro coi terzini all’attacco e senza il ragazzino. Un compromesso che sapeva di aborto. Anzi, di suicidio. Ma fortunatamente, a quanto pare, non siamo bravissimi neanche nel farci male. Anche se, intanto, il boemo andava a nozze.

Il settore esterno l’ho usato anche nell’intervallo, a protezione dalla calura e per guardare meglio il display dello smartphone. Salernitana al 21° posto. Poi, il settore esterno si è dilatato. Bollini ha guardato in fondo agli spogliatoi ed ha visto uno che non si ricordava neanche il nome. Quello ha detto che si chiamava Alex e faceva l’esterno. O la va o la spacca, l’ha menato dentro. Trovando facendo, ha menato dentro pure Zito. Che deve aver capito male la comanda, da esterno alla prima squadra. E ha cercato di sopperire alla mancanza dell’esterno toccando la palla solo con l’esterno. Un evidente difetto di comunicazione. Esterno al mondo del Calcio razionale, Zeman ce l’ha fatta riacciuffare, e un altro po’ la perdeva pure. La remuntada l’ho vista nel famoso settore, un piede dentro ed un piede fuori per non rimanere imbottigliato nel traffico, che a quanto pare Salernitana-Pescara si è giocata in uno scenario da guerra. Così mi dicono, io non me ne sono accorto. Fuggendo dall’Arechi, ho visto gli avvoltoi (a Salerno ci si preoccupa solo dei gufi) che si allontanavano. Spero di non vederli più. Nel settore esterno ci devono andare loro. Anche se, col fatto che si rigioca subito, con gli acquisti fatti alla fine del calciomercato che, pare, saranno pronti a Natale, con quelli che non si vedono e quelli che non si possono vedere, rischiamo di vederli tornare. Però Vercelli è terra di Riso, speriamo porti bene, dopo quattro tentativi.

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A cura di Giovanni Perna.

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