La fregnaccia

“E’ una Fregnaccia”. Che significa fregnaccia? In gergo romanesco, è un sostantivo femminile stante ad indicare una fandonia, una sciocchezza, una frottola; ma anche, precisa il Treccani, motivo di perdita di tempo, di seccatura. Si apre con questa risposta in riferimento al tanto discusso ridimensionamento (annunciato e poi smentito, poi riannunciato e poi rismentito) l’intervista al copatron-presidentissimo-imperatore Claudio Lotito che tanto ha fatto discutere l’ambiente sportivo salernitano ieri. Noi di GranatamenteDistinti abbiamo deciso di esprimere un parere dopo 24 ore, a mente fredda, perché per noi la Salernitana non è una perdita di tempo, non è causa di seccatura o di risposte stizzite, né una vacca da mungere.

Credo che questo termine, “colorito” quanto schietto, fornisca la più reale rappresentazione delle vicende della Salernitana: più di un proprietario assente all’apertura del campionato che dà indicazioni sui moduli tattici all’allenatore, più di un co-proprietario (mi sembra si chiami Marco o giù di lì…) che lavora il lunedì alle 20:30 durante Salernita-Ternana ( a Formentera, Ibiza (con Schiavi?) o Tenerife?), più di un direttore generale-sportivo-amministratore-responsabile del settore giovanile (ne ho mancato qualcuna?) che smentisce le sue stesse dichiarazioni su Bollini rese il 15 maggio 2017 (http://www.tuttosalernitana.com/news/fabiani-bollini-fu-una-mia-scelta-tenteremo-di-confermare-diverse-pedine-28959) e 11 giorni fa (https://www.salernonotizie.it/2017/09/01/fabiani-al-mattino-bollini-voto-10-allallenatore-non-faccia-lopinionista/), sfiduciando un tecnico dopo 3 giornate di campionato, roba che neanche il peggior Zamparini. Il destino di Bollini, al di là delle sterili smentite di rito di Fabiani all’epoca, era già segnato nel momento in cui l’allenatore di Poggio Rusco ha smascherato i reali programmi societari (non che ce ne fosse bisogno, a meno di prosciutti sugli occhi volontari e non…) nella famosa conferenza stampa pre-Venezia. Nella rigida black-box societaria Granata non c’è spazio per alcuna attenuante, non esistono più i fattori imponderabili, gli infortuni, i legni abilmente conteggiati manco fossimo una società di statistiche sportive, il sacrosanto rodaggio dopo sole 3 partite, la sfortuna, neanche il figliol prodigo può avere scampo contro il “potere di decidere” di Fabiani. Perché tutto ciò? Quando ci saremo dati la risposta a questa domanda, avremo chiuso il cerchio. Io il mio l’ho chiuso già da tempo. E fa rima con fregnaccia. E ha tutto fuorchè il pathos del corteggiamento. E ha per sfondo i soliti volti noti, lo stesso modus operandi , le stesse risposte in romanaccio, lo stesso lassismo misto a insopportabile boria e incompetenza, la stessa logica del “meno peggio” imperante per molti tifosi Salernitani che è la prima complice di questa immutabile situazione. E ha il sapore di mancanza, perché non so sognare più.

Bollini, più che ritardare lo stacco della spina, prosegua sulla sua strada del lavoro e della professionalità, che prima o poi pagherà, forse non alla Salernitana, ma pagherà: magari con un 4-0 al Pescara, magari con gol del tanto chiacchierato Rossi, o del bomber di Riccione (che stia rovinando la piazza al co-patron Marco?). Alla squadra il compito di dimostrare se sta con lui o no. Dopodiché si dimetta. Perché tanto si sa già prima o poi come va a finire. Noi tifosi della Salernitana per il terzo anno di fila sappiamo già come deve andare…e non è una fregnaccia.


A cura di Giuseppe De Rosa

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