Ovunque tu sia nato non sei preoccupato?

Mentre i super tifosi “nati al Vestuti” compiono esperimenti social e soddisfacenti provocazioni chiedendo la carta anagrafica di Salernitanità e anni di militanza in serie D, al 3 luglio la Salernitana, nelle figure di società e dirigenza, sono più ferme di una mummia egiziana.

L’allenatore (finalmente) annunciato qualche giorno fa, ed aggiungiamo già delegittimato viste le evidenti quanto differenti visioni con la società su quello che sarà il prossimo campionato della Salernitana, e l’iscrizione con relativo adempimento della fideiussione di 800.000 euro, evidentemente hanno esaurito il poco tempo a disposizione dedicato alla causa granata. Due atti importanti, ma che non hanno nulla di straordinario, anzi appartengono alla pura normalità. Eppure qualcuno ha parlato dell’iscrizione regolarizzata al 30 giugno come un atto tutt’altro che scontato in questi “tempi di magra”, mentre diversi super tifosi ironizzavano su una nostra ironica quanto verosimile espressione circa l’attuale momento di “dissesto finanziario” che il coopatron Mezzaroma ha lasciato intendere negli ultimi tempi.

Il mercato in entrata è chiuso con il lucchetto perchè evidentemente bisogna vendere tutto ciò che si può vendere prima di passare agli ingaggi. Salary cap e tetto massimo di spesa già fissato: una media di massimo 90.000 euro annuali con qualche deroga fino a 170.000 euro annuali solamente per i top player. Ed allora ecco che anche le trattative che leggiamo già chiuse dal direttore Fabiani (Signori, Giorico, Kadi e Vigorito) subiscono delle clamorose quanto scontate frenate. Il direttore, costretto a rispettare il budget di una società che ci doveva assicurare “un futuro roseo e solido” e che avrebbe promesso agli amici di un noto club cittadino un campionato di vertice, non può far altro che ricevere picche dai procuratori. E’ pur vero che spendere tanto non vuol dire fare bene: l’esempio del Bari ha fatto scuola. Ma è pur vero che con questi limiti ben precisi e dopo aver smantellato la rosa, che vede Busellato e Donnarumma già in partenza e diversi altri pronti ad aggiungersi, le premesse sono tutt’altro che buone.

Al 3 luglio di ritiro neanche l’ombra: Roccaporena, Umbria, Serino? La Salernitana non ha ufficializzato alcunchè; le voci trapelate indicano che il ritiro sarà a Roccaporena verso la metà di luglio. E la campagna abbonamenti? Anche di questo nessun segno. Si prevedono iniziative e cadeaux per avvicinare il popolo granata: gli stessi cadeaux promessi da Lotito anni fa che noi aspettiamo, orgogliosamente, ancora oggi.

Tutti in attesa, tutti che aspettano la metà di luglio. Forse si attende l’assemblea elettiva per la presidenza della Lega B? Forse si attende l’insediamento di una nuova società?

A questo non possiamo rispondere: nelle altre città d’Italia si svolgono normalmente conferenze stampa dove vengono illustrati programmi e si concede il contraddittorio alla stampa nel pieno rispetto dell’informazione. Si fanno iniziative importanti, come a Cesena, dove si viene incontro con sensibilità ed attenzione alla tifoseria. A Salerno nulla di tutto questo: la mancanza di rispetto verso tutto ciò che ha i colori granata si protrae imperterrita.

Tutti in attesa ed in silenzio, come anche gli ultras, che da tempo, dopo aver espresso con un eloquente striscione esposto nel finale di Salernitana Avellino (2016/17 sostegno incondizionato, 2017/18 vogliamo una squadra che vinca il campionato) la loro posizione, si sono chiusi in un assordante silenzio, valutando ed osservando i comportamenti e soprattutto le scelte di società e tifosi.

Sarebbe il momento di unirsi dietro un unico nome e dietro un unico interesse ovvero IL BENE DELLA SALERNITANA, cercando anche di avvicinare ancor di più quei tanti ragazzi di 15-16 anni neofiti dell’Arechi (per non parlare di Vestuti) ultimo baluardo e speranza della nostra passione che, a causa di una società sempre più irrispettosa, si sta via via svilendo spegnendo il fuoco granata di una città che dai tempi del Vestuti e, prima ancora dell’attempato campo di Piazza d’Armi, ribolliva di passione.

Passione quella vera, non quella dei social, dei super tifosi e dei depositari della verità ultima.

La passione per una sola maglia, un sol colore e soprattutto una sola sciarpa stretta al collo: QUELLA GRANATA DELLA SALERNITANA….

A DIFESA DELLA NOSTRA CITTA’, A DIFESA DELLA SALERNITANA

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