“Salernitana, che cacchio sta succedendo? Ora ho da fare, arrivederci”

Ciò che sta accadendo a Salerno ha dell’inverosimile: la Salernitana da tempo è stata completamente abbandonata a se stessa senza un briciolo di rispetto per tutti i suoi tifosi che avrebbero sperato in un futuro migliore. Eppure, tra questi tifosi, ci sono degli inguaribili e cocciuti ottimisti che “fanno finta” di non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti aggrappandosi, come un bagnante in difficoltà, ad una “ciambella” di speranza che non esiste.

“Ci hanno assicurato un campionato da vertice e vigileremo in questa direzione” dicevano, ed ancora “Fate i tifosi, non parlate di calciomercato, la base è buona, il mercato si giudica alla fine”. Ecco la base. La base, l’ossatura, la spina dorsale, come preferite chiamarla, che stanno svendendo a destra ed a sinistra al migliore offerente come se la Salernitana fosse un pacchetto di beni all’asta. E chissà se anche le quote della società siano all’asta… E vi assicuriamo che persone con un’irrefrenabile voglia di Salernitana ci sarebbero.

“Se se ne va Lotito chi se la prende? Metteteli voi i soldi”. E’ una minestra scotta e ricotta che ormai non è più saporita.

A proposito di minestra: qualche supertifoso afferma che finora la minestra è stata buona, senz’altro per i risultati ma non per altro. Ma perchè volete propinarci la stessa minestra all’infinito? Non servono ostriche e champagne per fare bene, ma solamente una buona programmazione e soprattutto il rispetto per una piazza che da sempre ha dimostrato imperturbabilmente la propria passione.

L’ossatura di partenza, il ridimensionamento e le plusvalenze: queste le parole maggiormente in voga negli ultimi tempi che vengono ripetute dalla stampa salernitana che non sa più cosa scrivere e dove sbattere la testa.

Anche perchè parlare di mercato e fare nomi di calciatori (Bifulco, Giorico, Lollo, Litteri) nella situazione attuale (a proposito ma l’iscrizione al campionato è stata formalizzata?) ci sembra davvero ridicolo ed oltremodo inopportuno.

La base ed il valore del parco giocatori è stato assolutamente depauperato con l’immediata ed istantanea cessione di Coda. Quanta fretta! Eppure per 1,8 milioni di euro cash le penne per firmare i contratti sono state subito trovate. Quelle stesse penne ed i moduli per firmare che per mister Bollini non si riescono a trovare da settimane. Eppure l’accordo era una formalità. Ma forse ora si è troppo impicciati, troppo impegnati per firmare un contratto. “E’ ancora troppo presto”, dicevano. L’ottima ossatura di partenza che Coda, insieme ad Odjer (anche lui sembra in partenza) e Bernardini (che sembra abbia serie perplessità a rinnovare il contratto) è già compromessa. Aggiungiamoci anche la sicura partenza di Donnarumma e il promesso sposo Busellato del Bari. La parola d’ordine è vendere ciò che ha mercato, evidentemente per monetizzare.

C’è una perdita da ripianare. Non lo dimentichiamo: “non possiamo rimetterci 3 milioni di euro ogni anno”. Eppure quando un bilancio è in perdita vuol dire che le cose non sono state fatte per il verso giusto, e che, evidentemente, qualcuno non ha operato per il meglio. I contratti di Rosina, Schiavi e Zito ed il loro rendimento possono essere un indizio? Ma i presidenti si sono affrettati a dire che il direttore Fabiani ha operato per il meglio, confermandolo in pectore e poi lamentandosi per la perdita. Però c’è da dire che il direttore ha realizzato delle plusvalenze.

Ed eccoci alle famose plusvalenze. Lira tv, ad esempio, parla di un tesoretto addirittura di 4 milioni e mezzo di euro contando 300.000 euro il riscatto obbligatorio di Laverone a carico dell’Avellino, 300.000 euro il riscatto obbligatorio di Caccavallo a carico del Venezia, 250.000 euro per Empereur dal Foggia e 3 milioni di euro dal Benevento per Coda.

Ci sembrano cifre davvero inverosimili; anche perchè, se così fosse, credo che la società non avrebbe alcun problema ad impostare fin da subito la prossima stagione dragando in modo importante il mercato.

A noi le cifre sembrano diverse: anzitutto ci risulta, come confermato anche da Benevento, un bonifico di 1,7 milioni di euro per la cessione di Coda; e poi un riscatto di Laverone fissato ad 1 euro, ed il riscatto di Caccavallo in due tranche da 150.000 euro che possono essere pagate entro il 31 dicembre 2017. Ovviamente se la stampa avesse un diretto accesso ai contratti federali non resta che rivelarne il contenuto.

Alcuni hanno ancora l’ostinato coraggio di dire che questa società è capace di programmare, ma la verità è che con il campionato finito il 15 maggio ad oggi nessun passo è stato fatto.

Non è stato ufficializzato il ritiro, nè date nè location. Si è pensato a Roccaporena, bloccando (forse) qualche struttura, ma non si è formalizzato alcunchè. Nessuna traccia della campagna abbonamenti. Eppure ad Avellino e nella maggior parte delle città che comporranno la futura serie B le campagne abbonamenti sono cominciata da settimane, con iniziative interessanti ed incentivi. Invece a Salerno nessuna traccia e nessuna informazione nè di tempi nè di costi. Si ridurranno come sempre a mettere a disposizione una settimana sotto il cocente sole in fila ai botteghini dell’Arechi.

Ma poi il signor Mezzaroma non ci venisse a dire, con il viso contrariato, che lui quando era giovane non pretendeva la luna, ma il giorno dopo la fine del campionato sottoscriveva già l’abbonamento per la prossima stagione. Caro presidente Mezzaroma, pur volendo, qui non è possibile.

Di marketing forse è inutile parlarne, anche perchè per qualche supertifoso e per parte della stampa “sono fessarie”. E mi rendo conto che in questa situazione “pretendere” la presentazione della maglietta per la prossima stagione quando da mesi la proprietà non fa una conferenza stampa, è come chiedere la luna. Eppure da altre parti, anche vicine, è la normalità.

Parola d’ordine ridimensionamento: ma ci chiediamo ridimensionamento da che cosa? La Salernitana ha chiuso in decima posizione un campionato mediocre e per nulla esaltante fornendo un pessimo gioco ai tifosi che hanno affollato le tribune dell’Arechi. Ridimensionamento da che cosa? Qualcuno ce lo spieghi.

La situazione è imbarazzante ed il silenzio degli ultras è assordante: anche loro sono in attesa, come tutti.

Alcuni tifosi hanno chiesto “ma voi che contestate la società che andate trovando?” E’ semplice: il rispetto.

E’ la società delle incertezze e dei dubbi; gli stessi dubbi che ha mister Bollini dopo essere stato confermato pubblicamente a cui, così come Perrone anni fa, non gli fanno trovare la penna sul tavolo.

E’ la società che non ha interesse a fare bene a Salerno: prima della Salernitana ci sono altre faccende da sbrigare.

E’ la società il cui futuro della Salernitana lo fa dipendere da altre componenti, come la vicende di casa Lazio o un’elezione di presidente della Lega di B.

E’ la società che non rispetta minimamente la passione che ogni giorno ed ogni anno con passione e soprattutto sacrifici i salernitani vivono.

Ora basta. E’ necessario fare chiarezza e trasparenza. Invitiamo i presidenti a venire in città per una conferenza stampa dove spiegare obiettivi, programmi e modalità per la prossima stagione.

RISPETTO, UN CAMPIONATO DA VERTICE O VIA DA SALERNO.

Soccer: Serie A; Lazio-Sassuolo

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