A Benevento la giostra dei sogni non chiude mai. E a Salerno?

Mentre da 70km arrivano urla di giubilo perchè si sta vivendo un sogno, qui in città molti tifosi sono soddisfatti ed entusiasti per questo campionato appena concluso che ha visto la Salernitana chiudere con 54 punti (a dire il vero, giusto qualche punto in più della quota salvezza).

In questi giorni noi, insieme a chi è allineato al nostro pensiero, siamo stati additati come usurpatori, detrattori, criticoni e meritevoli di Cava e Nocera.
Ma la realtà è ben diversa: mentre qualcuno tifa e difende cocciutamente società e dirigenza, c’è un’altra parte della tifoseria, una nicchia, che difende ostinatamente ed orgogliosamente la maglia granata ed una passione che sta via via svilendosi a causa del modus operandi di questi signori che gestiscono la società.
Da più parti le stesse persone ripetono che il duo Lotito e Mezzaroma assicureranno un futuro roseo e solido, c’è chi li ringrazia per aver pagato gli stipendi e chi è testardamente convinto che questa società non ha mai fallito l’obiettivo.
In realtà, ieri sera, la conquista della finale playoff del Benevento non ha fatto altro che mettere ancora più in risalto il fallimento sportivo del direttore Fabiani e dei presidentI Lotito e Mezzaroma, incapaci, in una mediocre serie B, di rientrare neanche tra le prime dieci del campionato.
Eppure non era difficile programmare una stagione con razionalità, ordine ed ambizione. Di sicuro quello che è venuto meno non è stato il budget, ma la volontà. Ciò che invece è risaltato è stata l’incompetenza dei dirigenti e dello staff tecnico granata.
A Benevento lo hanno fatto, con oculatezza ma con tanta passione e voglia di sognare. La stessa passione che ieri sera i tifosi del Benevento hanno potuto constatare negli occhi del presidente Vigorito che sciarpa al collo e felice come un bambino ha corso verso il settore ospiti gremito.
A Ferrara lo hanno fatto, investendo nel mercato di gennaio dopo aver costruito una squadra semplice, con giovani promettenti, big importanti ed un allenatore capace e voglioso di emergere. Ed anche lì la grande passione e la voglia di vincere della società hanno fatto il resto.
Eppure la Salernitana quando vinse il campionato di Lega Pro con ben due giornate di anticipo avrebbe potuto programmare tutto con calma, con largo anticipo, presentandosi ai nastri di partenza come una possibile outsider. Invece Torrente, poi Menichini ed un campionato disastroso, traboccante di errori gestionali e strutturali, dove la tifoseria granata non ha fatto mai mancare il suo sostegno. “Errare humanum est, autem perseverare est diabolicum” diceva un detto, ma evidentemente non vale per il modus operandi del presidente Lotito che persiste nel commettere gli stessi errori: invece di trarre esperienza dalla salvezza conquistata solo ai play-out, si sono ripetute tante situazioni simili in fase di allestimento della rosa e nella scelta dell’allenatore.
Ma siamo giunti alla conclusione che, evidentemente, Lotito non si rende neanche conto di commettere questi errori, preso, come è, da mille cose.
Ora c’è il rinnovo di Inzaghi che, tra l’altro, sembra non andare per il verso giusto. “Non mi chiedete della Salernitana adesso, ho altro a cui pensare”.
Entro il 31 luglio c’è da sistemare la situazione della presidenza della Lega di B, per spirito di servizio al sistema sport. E allora “ non chiedetemi della Salernitana, ci sono altre priorità”.
Ed intanto, passa il tempo, e si accumulano errori su errori compiuti da uno staff tecnico che ormai da anni fa quel che vuole, con ingaggi e contratti discutibili.
A Benevento, invece, il direttore Somma ha pensato fin da subito a fare le cose per bene, blindando coloro che avevano fatto bene in Lega Pro ed assicurandosi il prestito di un portiere importante come Cragno che, tral’altro, la Salernitana aveva avuto modo di osservare approfonditamente nelle due sfide play-out. Poi sono arrivati altri calciatori, coprendo approfonditamente tutte le caselle e, cosa più importante, costruendo una squadra secondo i dettami tattici di mister Baroni, che ha portato avanti il suo lavoro per tutto il campionato. Nel frattempo la società si è rinforzata, buttando anche le basi per la costruzione di un nuovo impianto sportivo, senza incontrare sindaci e senza fare gite a Giffoni. Saltato Eramo nelle ultime ore del mercato, il ds Somma ha continuato a lavorare sotto traccia per tutto l’anno, inserendo in organico il 3 gennaio proprio il forte centrocampista. Riprova questa, di un’organizzazione ed una volontà sportiva, che putroppo, non sta di casa a Salerno.
E’ preferibile non toccare altri discorsi, come quello del marketing, perchè altrimenti il confronto diventerebbe davvero impetuoso.
Così come a Benevento, a Ferrara si è fatto ancor meglio, avvantaggiati da una buona dose di fortuna e da grossi, anzi enormi, demeriti di Frosinone e Verona. Ma fin da subito, con l’acquisto di Antenucci e Schiattarella e le scommesse (neanche tanto) di Zigoni e Finotto, si sono candidati come outsider del torneo. L’esplosione di Mora, la saracinesca Meret e la bravura di mister Semplici hanno fatto il resto. Poi a gennaio, il presidente Mattioli, non nascondendo il suo desiderio di ambire alla serie A, è intervenuto rinforzando la rosa mettendo a disposizione del mister calciatori importanti come Floccari e Costa.
Due società ambiziose che hanno avuto la voglia e la passione di vivere un sogno: il Benevento ha costruito una rosa competitiva con un allenatore competente, regalandosi una finale emozionante. La Spal ha macinato punti su punti durante il campionato andando a vincere ovunque, anche all’Arechi schierando le seconde linee.
Oggi non siamo critici, oggi “ci brucia il culo” e fateci passare questa espressione colorita.
Cosa daremmo per poter vivere campionati come quello del Benevento o della Spal, emozionandosi in questi momenti che hanno vissuto i beneventani ieri sera al Curi!
Pensate all’atmosfera che ci sarebbe a Salerno, dove abbiamo il solo zoccolo duro che numericamente è quanto l’intera tifoseria di Benevento e Spal!
Ed allora oggi ci sentiamo di meritare qualcosa in più, ci sentiamo di meritare di sognare e di poter vivere un campionato così, come quello di Benevento e Spal.
Bastava poco, la volontà di fare bene ed un pizzico di amore e passione per la casacca granata.

Il campionato di serie B 2017-2018 si avvicina: la società e la dirigenza sono avvertiti, così come lo sono i giornalisti ed i tifosi cocciutamente di parte con gli occhi foderati di prosciutto!

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