Massimo Coda: un trionfo di professionalità

Con 33 gol in due anni Massimo Coda è uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi anni della storia della Salernitana. E’ arrivato in punta di piedi. convinto in tutta fretta dalla società forse, facendo leva su una promessa di portarlo alla Lazio, per riparare al secco rifiuto di Maniero dopo un mese di trattativa.
E’ arrivato a Salerno senza fare il ritiro e reduce dal brutto infortunio patito a Parma, che sembrava avergli compromesso una carriera che aveva iniziato a regalargli diverse soddisfazioni.
Soddisfazioni che erano già arrivate all’estero al Nova Gorica, ma Massimo desiderava trovare la sua dimensione in Italia, se possibile vicino ai suoi cari.
Ecco la scelta Salerno, tra lo stupore del suo agente Galli che spingeva e spinge tuttora per una soluzione in Serie A.
Nella parte iniziale della stagione passata in tanti lo hanno criticato: ad ogni gol sbagliato l’Arechi rimbombava di fischi e chi tra voi non ha sentito un tifoso vicino lamentarsi di Coda e appellarlo come scarso e “cavajuolo”. E’ vero, il centravanti proviene da Cava de’ Tirreni, ma rivalità campanilistica a parte, ha dimostrato di essere il più professionista e il più legato alla maglia di tutti. E questo non è poco.
Buona parte dell’Arechi, però, ha dovuto ricredersi quando Coda ha trascinato la squadra ad una salvezza insperata a suon di gol e giocate da serie A.
Incedibile in estate, quest’anno ha saltato solamente due partite per squalifica, rendendosi assolutamente insostituibile.
Penalizzato dal gioco di Bollini e dalle pochissime palle giocabili e cross precisi provenienti dalle sue parti, spesso ha dovuto inventarsi gol da solo: il gol a Chiavari in mezzo a tre avversari è un esempio.
Non solo centravanti, ma anche esterno di attacco per favorire gli inserimenti, piuttosto rari, dei compagni di squadra, e spesso e volentieri anche trequartista e centrocampista, andando a prendere la palla a 50 metri dalla porta per aiutare una squadra ed un centrocampo che faceva fatica a macinare gioco.
Nelle partite più difficili, vedi Benevento, è stato abbandonato in avanti, da solo, nella morsa dei difensori avversari, senza appoggi o compagni vicino da servire. Eppure se l’è sempre cavata egregiamente, arricchendo un bagaglio tecnico già sopraffino.
Gol di destro al volo, come quello da cineteca a Ferrara e gol di sinistro di prima intenzione, come quella che ha fatto venire giù la curva nel derby contro l’Avellino. E poi ancora, calci di rigore sempre calciati in modo impeccabile e con la freddezza del campione e calci di punizione sempre pericolosi e spesso anche imprendibili per i portieri avversari.
Tanti torti subiti dalle terne arbitrali, un espulsione a dir poco discutibile e tante chiamate errate di fuorigioco, ma mai una parola fuori posto, mai una protesta, mai un comportamento scorretto o violento nei confronti degli avversari.
Coda è un signor calciatore, corretto e professionista. Anche nella vita privata conduce una vita allegra e felice in compagnia degli amici e sopratutto della famiglia senza lasciarsi andare a comportamenti poco professionali o pettegolezzi da bar.
E’ un calciatore che avrebbe meritato di più fin da subito; avrebbe meritato una squadra che giocasse per lui e soprattutto insieme a lui. Il più delle volte, invece, è stato proprio Massimo a doversi sacrificare in nome della squadra.
Con la sua educazione e professionalità di sempre in pochi secondi di intervista dopo il derby di Avellino ha posto dei paletti e “messo fretta” alla società, chiedendo subito un progetto ambizioso con l’obiettivo di vincere per rimanere a Salerno. Cosa, questa, che per un anno intero, nessun giornalista di Salerno ha fatto.
Una società ambiziosa che vuole sognare e raggiungere un obiettivo dovrebbe blindare fin da subito Coda, prospettandogli un futuro da protagonista qui a Salerno ed un progetto vincente. E così siamo sicuri che Massimo deciderà di rimanere qui a Salerno, perchè egli stesso è consapevole che un campionato di serie B alla ricerca della promozione come lo si potrebbe vivere qui a Salerno, sarebbe più emozionante della serie A giocata a Sassuolo o a Genova.
Di certo, grazie a Coda, non dovremo aspettare Ferragosto per conoscere i programmi della società per questa stagione ma, dalla sua permanenza, avremo un quadro ben chiaro.
Nel frattempo, grazie di tutto Massimo.
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