Dopo tutto il resto, la Salernitana.

Il Lotito tuttofare: la Salernitana dopo tutto il resto

Quante volte il patron ed i suoi collaboratori, con parole neanche troppo convinte, hanno provato a dimostrare l’affetto che provano nei confronti di Salerno, cercando di stigmatizzare una scintilla mai nata tra la società e l’intera tifoseria granata?

Quante volte con la sua eleganza ed il suo prudente equilibrio il patron Mezzaroma si è sbottonato facendo intendere grande attaccamento per la maglia granata?

Qualcuno ora potrebbe pensare che le parole dolci siano davvero sentite da parte della società, altri invece potrebbero essere dell’idea che qualcuno abbia voluto comprare con parole cortesi il pubblico granata cercando di riempire l’Arechi per “responsabilizzare la squadra a fare bene”.

Nei fatti, però, è incontrovertibile che la società, nelle persone di Lotito e Mezzaroma, non abbiamo mai dimostrato una vera passione ed un attaccamento per la Salernitana, o meglio, hanno dimostrato in questi anni che la Salernitana è un’azienda che ha come unico obiettivo quello di fruttare e non andare in rosso.

Come dimenticare, anzi forse a Salerno molti hanno già dimenticato, quando in un passato neanche troppo lontano, il coopresidente Lotito screditava prima il cavalluccio, cercando magari di evitare l’acquisto dei beni immateriali, e poi infangava una storia che, seppur non traboccante di coppe e trofei, nasconde dietro ogni suo anno una passione viscerale senza eguali.

Come dimenticare quando in questi anni ci si è dedicati alla Salernitana solamente dopo aver sistemato le vicende in casa Lazio: “si attende il via libera del patron, impegnato nella cessione di Felipe Anderson” e ancora “è tutto fatto ma si attende il via libera di Lotito che tornerà la settimana prossima da Cortina”.

In questi anni i tifosi della Salernitana e la stessa Salernitana hanno dovuto attendere il via libera di Lotito per programmare squadre che avrebbero potuto far meglio sicuramente se fossero state oggetto di una programmazione e di un calciomercato realizzato secondo criterio e non, dopo ferragosto, nelle notti libere di impegni dove il patron avrebbe potuto dedicare qualche minuto alla Salernitana.

Come dimenticare quando per giorni, anzi più di un mese il futuro della Salernitana era completamente ignoto. A fine giugno era l’unico club di serie B a non aver ufficializzato l’allenatore ed anche i media nazionali cominciavano a chiedersi il perchè.

L’idea era di portare Simone Inzaghi a Salerno, ma ancora una volta bisognava attendere il via libera di Lotito, impegnato 24 ore su 24 a convincere l’eccentrico Bielsa ad atterrare a Roma sponda Lazio ed a soddisfare ogni sua richiesta.

E nel frattempo a Salerno si attendeva, in un limbo paradossale, con un mercato di conseguenza bloccato.

Solamente quando si è diradata la vicenda Bielsa e si può definire la programmazione in casa Lazio, si può passare alla Salernitana; ed allora ecco Sannino, scelta errata come poi sentenzierà il campionato appena concluso.

E poi? Dopo la Lazio ci sono le vicende della Lega e della nazionale. Come sostiene patron Lotito “lavorare per la FIGC è un obbligo morale cui non ci si può sottrarre”. E allora capirete bene che la Salernitana scivola via anche dopo le vicende importanti e fondamentali della FIGC.

Domani 25 maggio ci sarà l’assemblea elettiva del presidente della Lega B che, dopo l’addio di Abodi, sta vivendo un tempo di incertezza, tant’è che se non si dovesse arrivare ad un’elezione nella giornata di domani, arriverebbe il secondo commissariamento.

I candidati sono Corradino, presidente dello Spezia ed ovviamente Lotito.

Ci viene naturale chiedere: quante cose vuole fare Lotito?

Ma il patron in un’intervista recente dove ha specificato, fortunatamente con chiarezza, di essere costretto a lasciare definitivamente la Salernitana in caso di elezione, ha ribadito che “è un’iniziativa che non è partita da me, ma da alcuni miei colleghi che hanno ipotizzato l’idea della mia candidatura: io ho dato una disponibilità di massima per spirito di servizio. Esclusivamente per il sistema calcio che non si regge più in piedi e non certo per me o per i miei interessi. Anzi”.

Nel caso arrivasse il commissariamento ci prepariamo ad un’altra estate di dubbi ed incertezze, con Lotito in una posizione di limbo con un piede (ben saldo) nella Lazio, ed un piede a metà sulla poltrona della Lega di B ed a metà sulla poltrona dello Stadio Arechi.

Priorità quindi al sistema calcio, priorità alla FIGC, priorità alla Lega di B, priorità alla Lazio… ma quando viene il turno della Salernitana?

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