Il pagellone finale di GranatamenteDistinti

GOMIS 6: 17 reti subite in 21 presenze, le stesse presenze di Terracciano e ben 10 gol in meno. Che sia ben chiaro: Gomis è un buon portiere per la categoria e con il suo innesto la Salernitana ne ha guadagnato senz’altro in termini di sicurezza e personalità difensiva, ma anche il portiere senegalese ha dimostrato qualche pecca, forse dovute anche alla sua ancora giovane età. Agevolato anche dall’ottimo lavoro in fase difensiva di Bollini che è riuscito a trovare un buon equilibrio difensivo con la coppia Tuia – Bernardini, Gomis ha fornito delle buone prestazioni compiendo anche delle parate importanti. C’è ancora da lavorare sulle uscite nell’area piccola e sui rilanci per aumentare maggiormente l’impenetrabilità difensiva.

TERRACCIANO 5: Anche questa stagione ha confermato le perplessità che si erano palesate già l’anno passato. Pietro è un calciatore comprimario con poca personalità e carisma, qualità questa, indispensabile nel ruolo di portiere. Ha sulle sue spalle diversi errori che sono costati svariati punti ed anche diverse brutte prestazioni, su tutte quella del derby con l’Avellino del Partenio. Evidentemente la Lega pro è la dimensione giusta per un portiere come lui che ha ancora diversi anni di attività davanti.
LIVERANI S.V. : che l’ex Barletta fosse inadatto ad un campionato di serie B lo si è capito subito, più specificatamente quando la società preferì schierare Terracciano infortunato piuttosto che puntare su Liverani. Altro acquisto del direttore Angelo Fabiani incomprensibile.
ROSTI S.V. : Non sappiamo neanche se è in lista o se è tesserato.
ILIADIS S.V.: Doveva essere il portiere titolare della Primavera ma è stato rarissimo se non impossibile vederlo all’opera al Volpe. Di lui ricordiamo solo la sua presenza tra i pali nel riscaldamento pre partita degli ultimi match all’Arechi.
LAVERONE 4.5: Mezzo voto in meno per le brutte figure che sta inanellando da gennaio quando è passato su sponda biancoverde. L’essere stato trattato male dall’ex allenatore Sannino o dallo staff tecnico granata non giustifica il suo comportamento irrispettoso nei confronti della tifoseria granata. Il suo ingaggio è stato uno dei tanti errori del direttore Angelo Mariano Fabiani, visto che il terzino è stato già bocciato durante il ritiro estivo, e poi durante il campionato quando gli si è preferito chiunque pur di non farlo giocare nel suo ruolo. Arrivato ad Avellino, ha giocato da terzino destro, terzino sinistro e ala offensiva destra collezionando sempre la sufficienza.
BITTANTE 3: Se dovesse commentare Tommaso D’Angelo ai tempi di C.N.P. definirebbe Bittante “un’ira di Dio”. E’ stato il peggiore acquisto del mercato di gennaio non solo della Salernitana ma dell’intera lega di B. In tanti si chiedono come facesse a giocare ad Empoli in serie A; evidentemente il vero Bittante non abbiamo mai avuto il piacere di apprezzarlo perchè ogni volta che ha calcato il terreno di gioco ha sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare.
PERICO 5.5: fare un biennale a Gabriele Perico all’alba dei 33 anni e vicino alla fine della carriera dopo aver fatto una discreta militanza in serie B è tutt’altro che programmazione. Fino a quando il fisico lo ha assistito il difensivo terzino granata si è comportato diligentemente; i veloci attaccanti avversari lo hanno puntato e superato spesso, non ultimo Verde nel derby dell’Arechi. Nel finale di stagione, cosi come per Zito la trivela, il fallo sistematico duro e grezzo è diventato il cavallo di battaglia.
TUIA 6: ogni anno è la stagione della consacrazione per il frettolosamente soprannominato “futuro Nesta”, e puntualmente però siamo ancora in attesa del suo definitivo salto di qualità. Nella prima parte del campionato il suo rendimento è stato sotto le aspettative, complice un infortunio al ginocchio che non gli ha dato tregua ed un equilibrio difensivo che stentava, con Sannino, a trovare compattezza. Con Bollini ed insieme a Bernardini esce bene fuori nella seconda parte di stagione, regalando anche due assist a Coda con lanci dalla difesa e offrendo prestazioni difensive in marcatura ed in anticipo egregie. Viene meno e pecca di attenzione e concentrazione proprio nei match più importanti come con Bari e Frosinone, insieme in verità a tutta la squadra che, a parer nostro, dopo il pari con il Cittadella ha mollato collettivamente.
BERNARDINI 6.5: leader difensivo, forse troppo silenzioso. Spesso sarebbe stato utilissimo un pizzico in più di carisma e di personalità per guidare una squadra che è mancata proprio sul lato caratteriale. Per quanto riguarda il lato tecnico, pochissime sono state le partite sbagliate da Bernardini, professionista dentro e fuori dal campo. In scadenza di contratto il centrale granata meriterebbe il rinnovo di un altro anno, confermandolo come perno della difesa.
MANTOVANI 6: Il miglior investimento della società in questa stagione è l’ingaggio dell’ex capitano del Torino che, sebbene abbia trovato poco spazio, ha già dimostrato di avere mezzi tecnici e caratteriali pronti per la categoria. Sicuramente tatticamente è ancora acerbo, ma lavorando duramente ed accumulando esperienza può diventare un difensore molto importante. Ciò che lo condanna, secondo gli addetti ai lavori, è un fisico un po’ troppo gracile e forse, per questo, Bollini lo sta provando come terzino destro. Siamo certi che Valerio lavorerà duro per dimostrare di avere qualità per fare bene.
LUIZ FELIPE 5.5: arrivato dalla Lazio come under per chiudere la batteria dei centrali quando è sceso in campo non ha demeritato. Di lui ricordiamo il bel gol nel derby contro il Benevento e la pessima prestazione a Bari, dove venne inspiegabilmente schierato da Bollini in un ruolo non suo. Subito dopo si sono perse le tracce per poi patire un infortunio non meglio precisato, che lo ha visto costretto a rimanere fuori per quasi due mesi fino alla fine della stagione.
SCHIAVI 4: quando un giovane Raffaele si affacciava al calcio professionistico propio con la maglia della Salernitana con Gregucci in panchina ormai diversi anni fa, era uno dei prospetti più promettenti del calcio italiano. Dopo diversi buoni campionati a Lecce, Schiavi ha deciso di non fare il salto di qualità nella sua carriera e Salerno sarebbe stata un’occasione d’oro per rilanciarsi, vicino casa, vicino ai suoi affetti. Ma in questa esperienza biennale in casa granata si è fatto più prendere dai social e dai pettegolezzi amorosi, piuttosto che dalla maglia e dal calcio giocato. In estate, e sopratutto a gennaio la sua partenza sembrava scontata, ma proprio lui, per bocca del suo agente, promise grande impegno e concentrazione per recuperare credito e stima nell’ambiente salernitano. Purtroppo nulla di tutto questo, quando è stato chiamato in causa ricordiamo diversi e forse troppi errori che hanno costato punti persi, e poi strane gastroenteriti, febbri, allenamenti saltati e fughe ad Ibiza.
VITALE 6: mezzo voto in più perchè il terzino sinistro granata è stato costretto a disputare tutte le partite, non potendo mai tirare il fiato quando ne avrebbe avuto nettamente bisogno. Altro errore del direttore Angelo Mariano Fabiani che, prima ha ritenuto giusto confermare Franco quando non era adeguato alla categoria, e poi a gennaio ha lasciato la casella del terzino sinistro vuota adducendo che tal Bittante sarebbe stato in grado di giocare anche in quella zona del campo. Di questo ne ha pagato anche e soprattutto Vitale che nel momento più importante del campionato ha fornito prestazioni deludenti collezionando un lungo album di orribili calci piazzati. Dall’altra parte, forse, è il calciatore granata con il più alto numero di assist e nella prima parte della stagione spesso superava il centrocampo accentrandosi quasi in veste da regista.
FRANCO S.V.: l’astio e l’amarezza con cui ha lasciato Salerno dimostrano che, evidentemente al calciatore, in estate gli era stato prospettato un campionato completamente diverso e sinceramente tutto ciò è stato irrispettoso per il calciatore.
ODJER 5.5: il ghanese ha deluso enormemente le aspettative per tutta la lunghezza del torneo. Non è una bocciatura definitiva perchè a 20 anni Moses ha tutta la carriera davanti ed ancora tre anni di contratto alla Salernitana per dimostrare che l’investimento fatto dalla società in estate, riscattandolo dal Catania, è stata una mossa azzeccata. Gioca per tutto il campionato sotto i suoi standard non mettendo mai la freccia, frenato da un infortunio alla schiena, poi attribuito alla mandibola, ed ai tanti e troppi cartellini.
DELLA ROCCA 5.5: è arrivato a Salerno dopo la bocciatura di Bucchi a Perugia che non lo ha ritenuto utile al suo scacchiere di gioco. Il centrocampista granata ha dimostrato di avere mezzi tecnici buoni per la categoria ed anche un ottimo gioco di testa, ma a larghi tratti la sua lentezza è stata altamente controproducente.
BUSELLATO 6.5: è il miglior centrocampista in organico: motorino instancabile e polmoni d’acciaio. E’ riuscito anche ad affinare il piede siglando anche due reti e fornendo degli assist fondamentali. Peccato per l’infortunio che non gli ha permesso di scendere in campo nelle gare più importanti del campionato. Ora verrà riscattato automaticamente dal Cittadella e senz’altro può essere una delle pedine del centrocampo che verrà.
RONALDO 5: con Sannino comparsa, con Bollini titolare inamovibile. In verità è l’unico calciatore nella rosa dei centrocampisti granata che ha caratteristiche diverse dagli altri: buon piede, discreta visione di gioco. Tutto bene se non per il fatto che il centrocampista proveniente dalla Lazio, spesso e volentieri lancia il pallone dove non c’è alcun compagno e compie diversi, troppi errori in fase di impostazione e di interdizione. Insomma è ben lontano dal prendere in mano il centrocampo della Salernitana.
MINALA 6.5: il camerunense arrivato a gennaio è stato, forse, l’acquisto più importante ed indovinato. Fortemente voluto da Bollini il suo ingresso  ha “sistemato” il centrocampo che fino ad allora era alla mercè di tutti gli avversari. Minala ha dimostrato di avere personalità ed acume tattico, mentre manca di esperienza come dimostrano gli innumerevoli cartellini e le due ingenue espulsioni. Quella di Terni pesantissima.
ZITO 5: Sannino non lo vedeva e forse faceva bene, con Bollini lo abbiamo visto in campo con continuità e sinceramente non ha mai lasciato il segno. Nel vittorioso derby con l’Avellino dell’Arechi dell’anno scorso Zito era imprendibile, appena arrivato qui solamente tanta aggressività in campo e tanto attaccamento (?) alla maglia che gli hanno fatto guadagnare il titolo di “idolo” della tifoseria granata senza neanche troppa convinzione.
GRILLO S.V.: mai visto in campo, non sappiamo neanche quale sia il suo ruolo. La Salernitana lo inserisce nei centrocampisti nell’elenco dei convocati. Fabiani ha parlato riguardo al suo ingaggio di un premio di valorizzazione dal Parma, di cui non abbiamo capito molto.
CACCAVALLO 5.5: altro errore di valutazione del direttore Fabiani che si è assicurato le prestazioni dell’ex paganese già in grande anticipo, ma nei fatti nè la società nè i tecnici ci hanno mai puntato tanto da cederlo definitivamente al Venezia? E allora perchè è stato contrattualizzato? Eppure l’esterno non aveva demeritato nelle sue apparizioni in campo facendo intravedere buoni mezzi tecnici.
IMPROTA 6: stagione dai due volti per il calciatore di proprietà del Genoa. Inizia bene il campionato con Sannino schierato da esterno del centrocampo a 5 in un ruolo non propriamente suo, ma che gli permette di sfruttare al meglio la sua corsa e la sua propensione offensiva. A gennaio, pur godendo della stima di Bollini, si spegne, inanellando prestazioni al di sotto della sufficienza. Nei momenti topici della stagione alla Salernitana è mancata proprio la sua spinta offensiva.
SPROCATI 6.5: l’esterno ex pro vercelli è l’altra bella sorpresa del mercato di riparazione. Arrivato in sordina e fuori allenamento, quando è sceso in campo è stato quasi sempre devastante. E’ l’unico in organico che salta con facilità l’avversario nell’uno contro uno e dispone di un piede davvero educato abbinato a tanta corsa. Due reti importanti all’Arechi che hanno regalato ben 6 punti. Sarebbe interessante riuscirlo a trattenere.
ROSINA 5.5 : il numero 10 granata, come egli stesso ha ammesso, ha giocato al di sotto delle sue capacità tradendo le grandi aspettative create attorno a lui. Non è un calciatore carismatico e questo si sa, ma il talento c’è e vederlo solamente a sprazzi in 42 partite di campionato è troppo poco, sia per il suo curriculum sia per lo stipendio che percepisce a Salerno. Ci aspettiamo di vedere il vero Rosina.
JOAO SILVA 5: il portoghese è volenteroso e si è impegnato sia in allenamento sia ogni volta che è stato chiamato in causa, ma i limiti tecnici sono evidenti. Non è un bomber e mai lo sarà, non ci giriamo attorno: il suo curriculum parla chiaro.
DONNARUMMA 5.5: Alfredo nonostante i gol e nonostante un’intera tifoseria che lo ha più volte “coccolato” e preteso di vederlo in campo non è riuscito a dare quello che tutti ci aspettavamo. Ma provate voi a giocare una stagione cosi, relegato sempre in panchina, con la valigia pronta sia in estate che a gennaio, e nel giocare vicino la linea del fallo laterale sia in allenamento che in partita non riuscendo mai a vedere la porta. Ora toccherà alla società fare la valutazione migliori, consapevoli però di aver buttato dalla finestra un patrimonio tecnico ed economico importante.
CODA 9: 33 gol in due anni e tantissimi assist. E’ lui il simbolo della Salernitana e della Salernitanità. 17 gol quest’anno nonostante giocasse praticamente solo contro le difese avversarie e nonostante avesse una palla giocabile ogni due partite. 17 gol nonostante facesse un lavoro immane e sfiancante per la squadra e nonostante giocasse sia da trequartista che da punta centrale allo stesso tempo, nella stessa partita, nella stessa azione. E’ il calciatore più corretto della Salernitana e forse della categoria, mai una parola fuori posto ed una vita da professionista. Se Coda andrà via sapremo che questa società non è intenzionata a fare sul serio a Salerno perchè perdere cosi l’uomo Coda e poi il calciatore Coda è davvero da polli.
SANNINO 4.5: l’ex trainer per un ritiro intero ha provato sempre e solo il 442 pur non avendo neanche lontanamente i calciatori per poterlo fare. In sede di mercato non si è fatto sentire accettando tacitamente il materiale umano che la società gli ha messo a disposizione. Dopo aver lavorato sul 442 e dopo aver bocciato sonoramente diversi giocatori ha cercato di “imbarcamenarsi” in diversi moduli, proponendo il 352 con Rosina addirittura mezz’ala, o il 4312 con il trequartista mandando letteralmente in confusione l’intera squadra e creando così un’aria pesante all’interno nello spogliatoio. Decide poi di “dimettersi” in conseguenza di un equivoco non proprio chiarissimo con la stampa.
BOLLINI 6.5: ha il merito di aver riportato l’allegria e la spensieratezza nello spogliatoio granata e di aver trovato una quadratura difensiva in una squadra che subiva innumerevoli gol soprattutto su calcio piazzato. Il mister ha imposto fin da subito il 433 per poi abbandonarlo per diverse partite senza un motivo apparentemente valido che sinceramente mai capiremo. Fortunatamente presto si è reso conto di tornare al suo modulo preferito che forse era anche il più adatto ai calciatori in rosa, ma di questo ne abbiamo già parlato ampiamente. Ha avuto il vantaggio di aver lavorato con una rosa sicuramente migliorata rispetto all’estate, ma comunque non convince la sua lettura delle partite con i relativi cambi. Anche lui non riesce a trovare una soluzione al busillis Donnarumma. Forse per un campionato di alta classifica non è pronto. Vedremo quali saranno i programmi della società.
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