L’attesa di Giovanni Perna. #SalFro

Il mio stadio non si chiama “Stadio della Luce”, Sunderland non è Salerno, non credo, in questa vita, di poter vedere mai uno stadio che contiene 38.394 spettatori per una retrocessione annunciata.Eppure quel vecchio sono io. Non Lunedì sera, no. Lunedì non ci sarà score finale di sorta che mi possa trovare accasciato e senza forze sui gradoni della Tribuna Azzurra. Però è posizione che conosco bene, mi è capitato tante volte di assumerla.

Quel vecchio sono io, anche se mi vesto differente allo stadio.

Nei miei armadi ci sono felpe, magliette, giubbotti, cappellini e tute. Rarissimo che li porti con me allo Stadio. Lo faccio solo in partite “celebrative”, e dio solo sa quante poche occasioni ho avuto.

Una contraddizione, una patologia che, se un nome ha, io non so come si chiami.

Ma che so spiegare. Mi parrebbe, nel bardarmi con i miei colori, di esporre all’aria aperta le mie viscere. Di far vedere il cuore, inteso proprio come miocardio. Ne sono geloso, io uno ne tengo.

O, ancora, mi parrebbe di esporre un cartello con su scritto il mio nome. Chi sono, lo so.

Quel vecchio, sugli spalti del suo stadio, è appena matematicamente retrocesso dopo 10 anni di massima serie.

Non credo dovesse attendere la partita col Bournemouth per sapere che fine faceva quest’anno. In questi anni, poche deve averne viste. Eppure stava lì.

Deve essere, si vede, uno che non si perde una trasmissione della sua squadra, magari si droga pure di Internet.

E, quindi, uno che va allo stadio “nonostante”.

Ma ci va, perché non sa concepire un’idea differente.

Va, come me, sapendo che 1, X o 2, qualcuno lo deprederà di qualcosa. Ma di tanto non sono certissimo, come si regoli il Sunderland AFC su certe cose non lo so.

Di una cosa sono certo, quel vecchio non tiene un abbonamento monco.

Io sì, e Lunedì esaurisco il mio. Il prossimo, chissà quando lo farò.

Quel vecchio sono io, ma Lunedì non mi renderà diverso.

Triste lo sono già, da tempo. Può solo migliorare.


Salernitana-Frosinone @Stadio Arechi, Festa del Lavoro.

A cura di Giovanni Perna.

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