A bocce ferme: sempre più Codadipendenti. #EntSal

Ritorniamo a commentare con piacere la seconda vittoria consecutiva della Salernitana: dopo aver archiviata la partita incolore, seppur vittoriosa, contro il Brescia, nel posticipo del lunedi finalmente abbiamo visto scendere in campo una squadra degna dei 240 salernitani al seguito che esprimevano, con orgoglio, un semplice “Meritateci”. Possiamo dire che a Chiavari ci avete meritato tutti, un po’ meno Zito che, espulsione e ingenuità a parte, è parso troppo poco concentrato rispetto agli altri. Lunedi sera ci avete meritato, sul piano del gioco, sulla sofferenza ed ovviamente sul risultato. Ci ha meritato anche Bollini che ha studiato e preparato la partita meticolosamente. Pecca ancora, a nostro parere, nella lettura del match in corso ma su questo ci si può lavorare. Infatti Zito, completamente distonico rispetto all’andamento della partita, andava sostituito prima. Ci ha meritato anche l’arbitraggio, finalmente serio ed autoritario, con un guardalinee in gran giornata in lizza per la promozione in serie A.
Non ci è dato sapere, però, come mai Bollini dopo un periodo di assoluta confusione ed esperimenti sia ritornato sui suoi passi. Il 433 è stato il modulo che il mister ha voluto inculcare da subito e che, è stato anche positivamente apprezzato nei primi incontri contro Bari e Frosinone, facendo guadagnare diversi attestati di stima a Bollini.

Perchè il credo del mister è stato abbandonato così fagocitatamente a vantaggio di confusionari spartiti tattici mai coerenti e sempre in metamorfosi? Perchè si è insistito sull’effettuare esperimenti di dubbio successo? Perchè non si è continuato semplicemente con questo 433 cercando, partita dopo partita, di limare i difetti e le disattenzioni?
Forse il mister ha ricevuto ordini o pressioni dall’alto che lo hanno mandato, come mostrano i risultati, completamente in confusione.
E’ un caso, allora, che i risultati positivi siano stati conseguiti con il ritorno al 433? E’ un caso se la squadra solo con il 433 dimostri di avere un’identità tattica che aiuta i calciatori ad esprimersi al meglio? Dobbiamo allora pensare che è stato perso tempo finora e di conseguenza punti che potevano essere sicuramente portati a casa.
In tanti, tifosi e stampa, chiedono ancora a gran voce la presenza di Donnarumma in campo affianco a Coda, maledicendo Bollini. Senza dubbio l’opzione dei gemelli del gol insieme, fin dall’estate, sarebbe dovuta essere la base su cui costruire questa stagione e, soprattutto, il valore aggiunto della Salernitana. Quest’ultimo, come abbiamo ripetuto più volte, completamente messo in discussione dall’arrivo di Rosina. Un acquisto che, insieme alla conferma di Donnarumma, avrebbe avuto bisogno di altri interpreti nelle zone del campo nevralgici capaci di bilanciare l’estro e le specifiche tecniche dei tre calciatori offensivi. Elementi, questi, mai cercati e mai arrivati. 

E allora ecco che Rosina si rivela un acquisto errato, o meglio un acquisto subordinato alla partenza di Donnarumma. Da qui l’equivoco tattico che, purtroppo, ci porteremo fino a giugno, ‘benedicendo’ la competenza dello staff dirigenziale.
Rassegnamoci all’idea, peraltro giusta, di vedere Donnarumma per poco; anche perchè Bollini continua a preferire Joao Silva, sia come sostituto di Coda sia come prima opzione nel reparto offensivo. Il grande danno, di cui i presidenti si renderanno conto a breve e di questo debbono sempre ringraziare lo staff dirigenziale, sarà la svalutazione di un enorme patrimonio economico, ovvero il cartellino di Donnarumma il cui valore sta precipitando vertiginosamente. 
Tornando alla partita contro l’Entella, sicuramente un elogio va al reparto difensivo: Gomis non è un alieno e dal suo arrivo, non ha compiuto parate miracolose ma si respira, nel pacchetto difensivo, una tranquillità diversa e, questo, non può che essere positivo. Fascia da capitano al braccio per Tuia e prestazione monumentale. A dimostrazione che i mezzi tecnici per confrontarsi con la serie B ci sono, ma è necessario dare continuità alle prestazioni. Speriamo che già domenica con l’Ascoli, Tuia possa confermarsi con un’altrettanto ottima prestazione. 

Se dopo la partenza di Laverone si continua a schierare, come terzino destro, un quasi mai sufficiente Perico, vuol dire che Bittante è stato un altro degli acquisti sbagliati dello staff dirigenziale. Pochi minuti per lui e davvero un’esperienza, finora, alquanto negativa per il terzino ex Empoli.

A centrocampo, invece, desta preoccupazione Odjer: il ghanese sembra essere lontano dagli standard dell’anno scorso e, nell’anno della sua possibile consacrazione, sta perdendo un treno importantissimo. La speranza è che in questo finale di stagione possa ritornare quello di un tempo riacquistando smalto e concretezza.

Giù il cappello, invece, davanti a Massimo Coda. Attaccante, rifinitore, assistman e uomo ovunque. L’attaccante granata fa reparto da solo e fa niente se non c’è Donnarumma, da solo contro tre si fa gol lo stesso.

La Salernitana si affida a lui, sperando che a giugno abbia ancora voglia di rimanere qui, facendo una vera e propria scelta di vita. A Salerno è amato e coccolato, da qui a diventare un idolo è poco: serviranno i gol, ma se continua cosi…
Ma l’argomento più gettonato negli ambienti granata è ‘playoff o non playoff’. Al riguardo ognuno di noi ha un pensiero personale: c’è chi sia convinto che i playoff siano ancora un sogno percorribile, chi invece butta l’occhio solamente sulla parte destra della classifica. Personalmente, crediamo che i playoff siano una chimera e che, neanche la società ci creda più di tanto, o meglio non abbia alcun interesse ad inseguirli. Con una stagione ed una rosa ancora con tante spine sarebbe d’obbligo cercare di raggiungere velocemente la salvezza matematica che, quest’anno, potrebbe davvero arrivare in anticipo con le tante penalizzazioni che affliggeranno diverse squadre nei bassifondi della graduatoria.

Solo a quel punto, guardando la classifica, si capirà se ci sono i termini per poter ambire ai playoff oppure se possiamo già riversarci sulle spiagge pensando alla prossima stagione.

Inoltre sembra proprio che Spal e Frosinone non vogliano fermarsi mettendo in seria discussione la disputa dei playoff: tocca a Verona, Benevento e Bari cercare di scongiurare questa ipotesi.

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