Chi è Mezzaroma?

L’altra sera facendo zapping in tv mi sono imbattuto nel programma Gol su Gol dove, in un’intervista, si parlava di Salernitana e di Serie A. E per tutta la notte e per tutta la giornata di ieri ho avuto in testa un solo interrogativo:

Ma chi è Mezzaroma?

Non riesco davvero a dare una risposta a questa domanda che mi frulla per la testa da molte ore.

Allora ho posto questa domanda ad amici tifosi che mi hanno gentilmente risposto in modo esaustivo: “Mezzaroma è uno che ha vinto tre campionati, due coppe, che ha preso il marchio e che a breve sarà l’unico proprietario della Salernitana”.

Sono rinsavito e ho ricordato che tal  Mezzaroma è uno dei coproprietari della Salernitana tramite la Morgenstern S.P.A. (intestata a Gianni Mezzaroma).

Faccio fatica, però, a delineare i contorni e le forme del suo volto. Ho un ricordo sbiadito ed, il più recente, è condito di lamentele dovuti a fischi, ritenuti troppo severi, dopo un’ennesima prestazione indecente della squadra granata.

Ricordo anche quando tal Mezzaroma disse che il calcio viene dopo tante cose più importanti, tipo il pranzo della domenica.

Ricordo anche qualcosa sul marchio: si trattava di un affitto stagionale per 3 anni a cui seguiva l’acquisizione totale dei beni immateriali. Non sappiamo se ciò è avvenuto, eppure la società ben sapendo dell’importanza e del valore affettivo che il popolo granata ha per questi beni, poteva informarci con un comunicato. Non sappiamo se i beni immateriali siano ancora di proprietà della Energy Power S.r.L. o se siano passati nella sfera giuridica della Salernitana S.r.L. o se siano passati, così come stabilito dal bando comunale a cui aderirono tempo fa Mezzaroma e Lotito, nella disponibilità dell’amministrazione comunale di Salerno.

Ma sono certo che il copatron Mezzaroma, nella sua prossima apparizione, ci renderà edotti anche su questo.

Ma proprio oggi, a sorpresa, sulle pagine di granatissimi.ottopagine.it è intervenuto il legale della Lazio, avv. Gentile che ha chiarito la situazione: “In passato la vecchia amministrazione acquisì i segni distintivi attraverso una società privata, dalla quale lo abbiamo acquistato definitivamente a nome dell’U.S.Salernitana 1919. Lotito e Mezzaroma sono proprietari di denominazione, cavalluccio marino e colore sociale”.  Apprendiamo, così, prendendo per buone le parole dell’avvocato Gentile (in realtà non confermate da alcun atto pubblico) che la U.S. Salernitana 1919 S.r.L. è proprietaria dei beni immateriali della Salernitana. Sarebbe auspicabile, ora, che questi ultimi vengano donati alla città, cosi come precedentemente stabilito, per evitare di trovarci, magari tra qualche anno, in una nuova puntata di questa scocciante vicenda già rivissuta, dove il nostro amato ippocampo è stato più volte trattato irrispettosamente.

Ieri l’ho sentito parlare di multiproprietà, di obiettivi e di ambizioni:

“Approfitto dell’occasione per cercare di sfatare quello che sta diventando un luogo comune a Salerno: non c’è nessuna volontà da parte nostra di far rimanere la Salernitana in serie B a causa della normativa sulla multiproprietà. Lo dico con grande calma e chiarezza: è un’idea totalmente infondata, non avrebbe senso neanche dal punto di vista imprenditoriale. Una Salernitana in serie A avrebbe un valore totalmente diverso rispetto ad una Salernitana in cadetteria, è completamente folle decidere a tavolino di restare in questa categoria. Non vedo l’ora si ponga questo problema, vorrebbe dire aver vinto il quarto campionato. Le soluzioni sarebbero molteplici, tutte percorribili e si potrebbe proseguire con questa gestione: il vincolo relativo alla parentela sul quarto grado è anacronistico, sarà sicuramente modificato in sede federale. Il resto sono leggende metropolitane, è nostra intenzione tornare in serie A e rimanerci quanto più tempo possibile”.

Le parole sono belle, si possono promettere e dire tante cose. Ma la realtà ed i fatti sono ben altri.

Dopo 29 giornate di campionato e dopo una precedente stagione indegna ad oggi la Salernitana si trova al quattordicesimo posto della classifica con soli due punti di vantaggio sulla lotteria dei playout e ad una distanza di ben 10 punti (DIECI) dall’ultimo (ULTIMO) posto utile per entrare nei playoff. Eppure nell’intervista il copatron Mezzaroma è convinto che questa squadra può chiudere in un modo completamente diverso questa stagione.

Dobbiano inanellare dei risultati utili consecutivi – dice – e vedremo dove arriveremo”.

Non siamo noi che dobbiamo ricordare al copatron che questa squadra in più di 2 anni è riuscita a vincere due partite di campionato consecutive solamente una volta ed ogni volta che la squadra è stata chiamata a fare un salto di qualità ha puntualmente mancato l’appuntamento, vedi Trapani.

Il copatron ci parla, poi, di serie A. La stessa serie A che dicono di inseguire, magari tramite i playoff che, come detto timidamente dal copatron Lotito, erano l’obiettivo stagionale.

Non vogliamo essere ripetitivi ma, al contrario del copatron, rimanere in serie B non è un’idea totalmente infondata. E a ciò si possono addurre numerosi indizi nati, sempre e solo, dalle vostre scelte.

La ‘buona fede’ sul fare bene è contraddetta già nella calda estate di agosto quando la Salernitana è stata trattata come una meretrice nella diatriba ‘Bielsa-Inzaghi’, è stata poi confermata da una squadra costruita male con giocatori (buoni) presi alla rinfusa senza una logica o un’idea, anzi con una vaga idea di giocare con il 442 o il 352; peccato che alcuni elementi si adattino molto bene al primo modulo, altri invece si adattino molto bene al secondo modulo, ma un equilibrio, dopo 29 partite, ancora non è stato trovato; e a questo punto non si troverà fino al termine di questa lunga stagione di anonimato.

E come ultimo indizio, forse il più importante, la vostra volontà di fare bene cozza clamorosamente con un mercato di riparazione insufficiente sotto tutti i punti di vista. Una società che a gennaio ha ambizione e vuole puntare a fare bene si sarebbe mossa diversamente sul mercato, un po’ come hanno fatto Benevento e Spal.

Come vede, caro Mezzaroma, i fatti, seppure possano essere interpretati in modo diverso, parlano chiaramente.

Il coopatron si è soffermato anche sul pubblico e sul calo delle presenze allo stadio: “Cerchiamo sempre di inventarci qualcosa per avvicinare il pubblico allo stadio, da qui a fine campionato qualche nuova iniziativa la faremo. Il calo degli spettatori all’Arechi è legato ai risultati della squadra e alla classifica, ma colgo l’occasione per fare un appello: mancano molte partite, col sostegno del pubblico e con il senso d’appartenenza di tutti potremo vivere un grande girone di ritorno”. 

Come non ricordare la grande iniziativa dello sconto per studenti universitari nel settore distinti sul singolo biglietto della partita e non sull’abbonamento. Paradossalmente uno studente universitario che ha sottoscritto l’abbonamento nel settore distinti si trova a pagare di più di chiunque altro acquisti il biglietto partita per partita. Ma alla società ciò non interessa. E le altre iniziative che cercano di inventarsi sempre? Non abbiamo mai visto la proposta di un mini abbonamento per 3 o 4 partite proposto in più piazze oppure un prezzo del biglietto pagato in base ai punti fatti dalla squadra in campo come visto anche in serie A. Poco, veramente troppo poco.

Concludiamo accogliendo il vostro appello, caro copatron. Ricordandole però che abbiamo disputato già otto partite del girone di ritorno e che alla fine della stagione ne mancano solamente tredici, di conseguenza siamo già quasi a metà girone di ritorno.

Spero che il copatron Mezzaroma non si sia perso qualche partita, visto che la sua poltrona in tribuna Vip è costantemente quanto desolatamente vuota.

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