A bocce ferme: il tesoretto. #BenSal

Il tesoretto – di Giovanni Perna
Guardi il tabellino, leggi 1-1 con due rigori ed immagini una partita un po’ così. Ed invece è stata una partita fantastica, di quelle che sei contento di vedere dal vivo per pensare che, forse, ne vale ancora la pena. Cosa ci vuole per una partita così? Una bella Salernitana innanzitutto, poi rimanere in 10 per un’eternità. Ed una specie di Fort Apache 2.0, condito da alcune sortite nella prateria sguarnita della metà campo del Benevento. Che malediremo domani. Stasera no, stasera va bene così. Bollini, nel dubbio che sia l’ultima, se la gioca come piace a lui.
E anche se non tiene proprio tutti i pezzi per fare 4-3-3, si piglia un permessino da Rosina che terminerà alle ore 22.
Se la gioca bene, ed i tifosi che invitano a portare un Lotito nuovo ed intanto precettano un Delio Rossi vecchio dovranno pazientare.
Coda. Parliamo di Massimo Coda. C’entra zero il gol marcato, il centravanti nativo di Piazza Portanova ha sfoderato una gara difficile da dimenticare. A tratti pareva la particella di sodio persa in quell’acqua minerale che una volta si poteva bere. Sì, magari non da tre milioni, ma quello visto al “Vigorito” è attaccante da serie A.
Il resto, dal rigore in poi? Un revival dei libri di Fantozzi, col pallone che, nell’area nostra, sbatteva su nuche, tibie, altre ossa non codificate e tutto faceva tranne che entrare in porta. Fin quasi alla fine. Con Zito che, l’ho scoperto stasera, è uno dei calciatori più amati della Campania, una vera celebrità.
Minala. Parliamo di Minala che è arrivato a Gennaio con certe recensioni che neanche quelle cattive dei concorrenti invidiosi che leggi su TripAdvisor. Invece, sotto la guida di quello che è andato a prenderselo in un oratorio, abbiamo scoperto essere calciatore vero. Chapeau a chi ha voluto fortemente il suo acquisto, che immaginiamo essere la stessa persona che ha voluto fortemente Grillo.
E Rosina. Che oggi non c’era, ma verrà il suo tempo, come è stato per Zito.
Ad Agosto la vittoria ai rigori fece sognare un futuro roseo. Se non è chiedere troppo, il sogno minimo che viene da questo X, dal tesoretto storico che ormai rappresenta il Benevento, sarebbe quello di finire con calma questa stagione.
In attesa di usare la ramazza.
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A cura di Giovanni Perna.
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