A bocce ferme: la partita dei fuori ruolo #SalCes

Per dare un commento tattico alla partita di sabato dei granata sarebbe necessario scomodare grandi esperti di calcio perchè, come accade da un paio di settimane a questa parte, cercare di comprendere le scelte tattiche ed il modulo messo in campo da Bollini è effettivamente complicato.

Il mister ha presentato un 433 di partenza con Tuia terzino destro, Perico e Schiavi centrali di difesa e Bittante terzino sinistro. Dalla lettura delle formazioni abbiamo fin da subito notato come dei 4 del reparto difensivo ben 3 di loro erano schierati fuori ruolo con palesi forzature. I primi minuti di gioco confermano queste impressioni perchè, sulla fascia sinistra, Bittante ne combina di tutti i colori: nel primo quarto d’ora tocca 7 palloni e li consegna tutti agli avversari palesando un’imbarazzante inadeguatezza nel giocare in quella zona del campo. Finalmente Bollini se ne rende conto e sostituisce Tuia con Vitale riportando Bittante a destra. Solo successivamente scopriremo che il cambio è stato dettato da un infortunio di Tuia; in caso contrario, forse, Bollini avrebbe insistito con il suo esperimento di Bittante a sinistra.

Anche questa partita, così come in passato, smentisce palesemente l’operato della società. Il direttore Fabiani, a mercato concluso, aveva affermato che non sarebbe stata necessaria una riserva di Vitale perchè Bittante è un jolly che può giocare sia a destra che a sinistra. Evidentemente cosi non è.

Dopo un’iniziale fase di sofferenza che ha portato allo spostamento di Bittante a destra e l’ingresso di Vitale, Bollini decide di cambiare modulo per contenere, forse, le sgroppate di Renzetti, passando dal 433 iniziale ad un 442 abbastanza asimettrico. Busellato che fino a questo momento aveva recuperato diversi palloni, è relegato al ruolo di esterno destro vicino alla linee laterale ed Improta funge da esterno sinistro. E proprio Improta si rende protagonista di un’altra prestazione insufficiente: l’attaccante sembra un pesce fuor d’acqua privo di ogni stimolo. Non attacca mai il fondo, anzi non si avvicina nemmeno. Perde numerosi palloni, si fa di gran lunga sovrastare da Balzano e con il piede sinistro sembra andare nettamente in difficoltà. Improta non è l’unico in difficoltà, lo è anche Rosina. L’ex Bari fa fatica a fare la differenza in un campionato nettamente mediocre. Da lui ci saremmo aspettati di più ma, sembra che, anche lui si stia adagiando in questo limbo di galleggiamento così come lo è la Salernitana. Zero assist, nessun passaggio illuminante, nessuna giocata in grado di liberarsi per il tiro, non arriva mai sul fondo per crossare anzi, quelle poche volte rientra sul piede sinistro perdendo attimo e tempo. La sua partita con il Cesena si conclude nel secondo tempo quando esce, tra i fischi di una tribuna delusa, lasciando il posto al redivivo Donnarumma invocato (addirittura) a suon di applausi dalla Curva Sud quando si è alzato per il riscaldamento. Applausi che terminano subito quando Alfredino da due passi, sull’ennesima invenzione di Coda, appoggia tristemente la palla sul fondo. E’ proprio Coda l’anima di questa squadra: un calciatore di categoria superiore che si sacrifica enormemente per la squadra. Viene incontro sulla trequarti a prendere il pallone, fa spallate sulle palle alte, smista il gioco illuminando i compagni con splendidi assist e cerca il gol con la conclusione. Il centravanti metelliano ha la voglia di spaccare il mondo e grandi ambizioni. Ma evidentemente le sue ambizioni non combaciano con quelle della squadra e della società.

Sicuramente non sono le stesse di mister Bollini che quando potrebbe osare cercando di portare l’intera posta in palio si accontenta non esponendosi ad ulteriori rischi. Poteva essere inserito Sprocati molto prima passando ad un 424 invece Bollini decide di inserirlo solo a sei minuti dalla fine quando, ovviamente, Sprocati non tocca neanche per sbaglio un solo pallone.

Nel dopo partita Bollini ci dirà che Sprocati è stato tanto tempo fuori e di conseguenza ha bisogno di ancora tempo per entrare in condizione. La domanda ci sorge spontanea: perchè è stato preso se evidentemente sarà pronto solo per le ultime partite?

Dopo dieci partite mister Bollini, cosi come il suo predecessore Sannino, non è riuscito a dare un’identità tattica e di gioco alla squadra. Non c’è un modulo di riferimento e posizioni da seguire. Si assistono ancora ad esperimenti e si porta avanti il grande equivoco tattico dell’estate: Rosina e Donnarumma. Il primo, il secondo o insieme?

Avevamo auspicato qualche mese fa che la sosta natalizia così lunga dovesse essere propedeutica a riflettere e soprattutto decidere in che modo far giocare questa squadra. Evidentemente non è servita a nulla perchè ogni settimana “si buttano i dadi” e si decide il modulo con cui scenderà in campo la Salernitana. Eppure patron Lotito ha da tempo suggerito la soluzione. In primis fin da agosto aveva prospettato l’ipotesi del rombo declinando anche gli interpreti, ora nelle ultime settimane ha anche svelato il gioco della squadra: “il difensore centrale da la palla a Rolando che la passa a Rosina che la smista agli attaccanti”. Forse Bollini non è d’accordo e allora avanti con gli esperimenti: a Vicenza abbiamo visto Vitale esterno di attacco, con il Cesena Bittante terzino sinistro. Quale sorpresa ci riserverà la trasferta di Trapani?

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