20 milioni di sogni negati! 

E’ un signor Mezzaroma amareggiato, annoiato dalle critiche, intollerante al clima che si è venuto a creare, quello che “riappare” sulle cronache sportive salernitane dopo molto silenzio. Un silenzio, ci verrà detto, dovuto alla querelle-Sannino, come suggerito dallo zelante spara-domande locale.Un signor Mezzaroma che però si definisce “dalle spalle larghe” e molto paziente, analogamente al non-pittore Lotito, così come si è autodefinito il co-patron nel post Novara di sabato, dopo un’appassionante disamina cromatica, esaltazione della commedia all’italiana.

Si sono toccati molti temi: il clima della piazza, il bilancio, il valore economico del club, le iniziative per portare i tifosi allo stadio, la primavera, l’utilizzo dell’Arechi. Davvero dei bei virgolettati da cui attingere.

L’ennesima conferma dello stato dell’arte in casa Salernitana, perché, checché ne dica il signor Mezzaroma, chi ha le spalle larghe e la pazienza “di Giobbe” siamo noi tifosi della Salernitana, costretti da un anno e mezzo (in realtà, fin dal loro insediamento) ad assistere ad un continuo teatrino. Proprio noi tifosi della Salernitana, quelli dei 60 anni di serie C. O erano 70? O 50? Scusate per il lapsus, mi toccherà chiederlo ad Umberto, l’ormai celebre Matusalemme dalla tribuna azzurra.

Ancora una volta, come già fatto da Lotito, viene strumentalizzato il dato relativo al bilanci, che adesso diventa addirittura parametro quantitativo per fornirci la stima del valore economico della Salernitana: 20 milioni, 6 per il parco giocatori, 14 per “ripagare” gli investimenti fatti, come dovrebbe evincersi dallo stesso bilancio, prontamente resoci noto qualche settimana fa, con una puntualità che definirei quasi svizzera. Signor Mezzaroma, assieme a suo cognato dovremmo quindi considerarla un benefattore? 14 milioni investiti “netti”, a fronte di 0 introiti? Beh, al giorno d’oggi, dovremmo considerarci molto fortunati allora. Il signor Mezzaroma ha poi difeso le “tantissime” iniziative della società volte a riempire lo stadio (?) che saremo ben lieti ci fossero approfondite, evidentemente ci siamo persi qualche passaggio. Si riferiva forse al fatto che nei distinti gli studenti universitari, acquistando i biglietti singolarmente, pagano meno degli abbonati (nonostante tra questi ci siano studenti universitari), signor Mezzaroma? Io le consiglierei di studiare, oltre al contratto per l’utilizzo dell’Arechi, anche il caso Virtus Entella e la loro iniziativa per il biglietto flessibile. Virtus Entella sì, con sede a Chiavari. Si è passato poi al discorso sulla primavera, dove il signor Mezzaroma dimostra, come sempre, di aver ben inghiottito e digerito i manuali di diplomazia calcistica. Discorso che non fa una grinza. Le primavere hanno l’obiettivo innanzitutto di far crescere giovani giocatori che possono risultare utili alla prima squadra, i risultati di settore passano in secondo piano. Non male come pensiero, considerato che il signor Mezzaroma si definisce una persona non competente di calcio. Peccato, però, che in 6 anni di gestione dalla primavera alla prima squadra non sia passato neanche un magazziniere. Evidentemente, forse sarà forse che Noi tifosi, quelli dei 60 anni di C o forse 70, abbiamo l’asticella troppo alta. Stia sicuro però, signor Mezzaroma, che non abbiamo l’anello al naso, o almeno parte di noi non ce l’ha. E sembra che il foro al naso si stia riempiendo a sempre più tifosi.

Nessun marito che fa dispetto alla moglie, anzi: noi tifosi amiamo la nostra moglie, la Salernitana, non la tradiremmo mai, non le faremmo mai dispetti, né mai la metteremmo in vendita. Le assicuro che i tifosi della Salernitana vogliono il bene della Salernitana. Questo bene, però, non necessariamente è il risultato dell’ottimizzazione dell’equazione “massima categoria”. Esiste qualcosa di più importante del “tanto stiamo in serie B, sempre meglio che i 50 o 60 o 70 anni di serie C”. Ma non mi aspetto che lei capisca, d’altronde è lo stesso che circa un anno fa, interpellato da un tifoso su un treno diretto a Modena per Modena-Salernitana, rispose, quasi con sorpresa per aver appreso la notizia, con un “buona fortuna”, proseguendo per Milano perché aveva altro da fare. Eviterò, però, di fornire le generalità del tifoso, assicurandovi però che non si chiama né Umberto, né Antonio. E che è un abitante di questo pianeta.


A cura di Giuseppe De Rosa.

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