A bocce ferme: una bella Salernitana con una difesa da lega Pro. #VerSal

Il risultato di ieri maturato al Bentegodi è stato tanto immeritato quanto meritato. Mi scuserete il gioco di parole, ma è esattamente ciò che si è verificato ieri. La Salernitana ha offerto una buona prestazione. Diversi calciatori hanno fatto bene: su tutti Improta, Busellato e Ronaldo. Sono state realizzate buone trame di gioco e, così come si evince dalle statistiche, la squadra granata ha avuto il controllo del campo ed il pallino del gioco per lunga parte dei 90 minuti. Cosa non facile se consideriamo che di fronte c’era la corazzata Verona e che si era al Bentegodi. 

Risultato bugiardo, immeritato quindi. Lo testimonia anche il palo colpito da Ronaldo, dopo un dribbling preso in prestito dal suo ononimo del Real Madrid, ed il calcio di rigore in movimento fallito da Della Rocca.

Risultato meritato invece perché è fuor di dubbio che la Salernitana abbia schierato un pacchetto difensivo da lega pro che è stato puntualmente punito da un Verona cinico e spietato. 

Spesso è stata addebitata a Tuia una mancanza di concentrazione, vero, grande difetto. Il difensore rispose infastidito a questa critica, sbottando il contrario. Eppure non si spiega come questo calciatore alterni ottimi anticipi difensivi e grandi chiusure a clamorosi errori e leggerezza. Ieri sul suo errato disimpegno di testa, pur essendo in vantaggio e rendendosi conto che l’azione si indirizzava verso un cross, ha concesso due metri di spazio a Pazzini che ha potuto colpire indisturbato. Ben conscio della pericolosità dell’attaccante, Tuia avrebbe dovuto, in quell’occasione, stargli attaccato impedendogli assolutamente di saltare. 

In occasione del gol di Luppi, maturato sull’erroneo scalamento dei 5 di difesa, si poteva fare di più: Perico rimane immobile concedendo anche qui tanti metri di libertà a Luppi che ha tutto il tempo di ricevere palla, stoppare, aggiustare la palla stoppata male, prendere la mira e segnare il raddoppio. Troppo, troppo facile. 

Pur offrendo una buona prestazione la partita di ieri al Bentegodi ha decretato due sentenze inconfutabili. La prima si riferisce al mercato e dimostra quanto sia necessario se non fondamentale l’ingaggio di un difensore centrale leader, possibilmente di piede sinistro, che possa alzare considerevolmente il tasso qualitativo della difesa. L’identikit di Blanchard è giusto, ma sembra che il centrale si stia mettendo d’accordo con il Brescia. Inoltre le sostituzioni effettuate da Bollini hanno evidenziato come dal mercato serva qualche innesto importante nella zona nevralgica del campo ed anche la panchina ha bisogno di essere completata idoneamente. Ieri abbiamo visto come la Salernitana abbia creato tanto mancando di finalizzazione degli ultimi metri. Rosina sta venendo meno e, quindi, é necessaria una nuova mente che possa mettere in condizione Coda e Donnarumma, se rimarrà, di gonfiare la rete. 

Ma sono tante anche le cose a livello tattico che vanno chiarite. Improta ieri ha fatto il terzino destro, il laterale di centrocampo, l’ala e la seconda punta. È diventato un jolly che, però, non riesce a trovare la sua dimensione.

C’è confusione tattica: ieri la squadra era messa in campo con un miscuglio di 532, 442 e 433 che mutava anche in una medesima azione, da un passaggio all’altro.

Il saper cambiare modulo ed adattarsi all’avversario è sicuramente un dato positivo se viene fatto con razionalità e chiarezza. Invece in casa granata denotiamo come non ci sia alcuna sicurezza su un determinato modulo tant’è che si è creato uno zibaldone, cercando di soddisfare ora la posizione di uno, ora la posizione di un altro calciatore. Ciò ha conseguenze anche sul mercato. Se si fosse continuato con l’idea tattica di Bollini si sarebbe fatto un mercato incentrato sul 433, cedendo Donnarumma al miglior offerente, mentre il voler mantenere proprio Donnarumma ha obbligato Bollini a passare ad un 3412 o 352, evidenziando una difesa a tratti imbarazzante ed un Rosina, che così come con Sannino prima, vaga nel vuoto. Sul finire di mercato si sta per ingaggiare Sprocati, ala da 433 che, credo, sia di difficile collocazione in un 532. 

Alla chiusura del mercato si rischia di non avere un’identità di squadra e soprattutto la convinzione di giocare con un determinato modulo. 

Stesso medesimo errore dell’anno passato.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

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