L’attesa di un altro “terrone di merda” #VerSal

A volte il destino tesse trame che neanche il più fine sarto potrebbe mai immaginare. Al termine della settimana che ingloba il 27 gennaio, giornata della memoria anche Granata (…e chi lo dimentica più Lazzaro al 94esimo!), ecco materializzarsi Verona-Salernitana. Non si è parlato d’altro in settimana. I ricordi hanno fomentato un’attesa carica di speranze. Perché questa è la terza delle 4 partite che dobbiamo vincere quest’anno. E non ne abbiamo ancora vinta una. E rischiamo che l’anno prossimo di partite che contano più di un campionato di “miglioramento al precedente” non ce ne siano.
Sento parlare di Davide contro Golia. Beh, dal punto di vista tecnico-tattico, se non lo è, poco ci manca. Per questa volta però, non voglio pensare al mercato, alla multiproprietà, al modulo, agli infortuni, alla classifica, alle divisioni interne. Ascolto “Go West” mentre scrivo questo pezzo. Anche questo fa parte della memoria. Come sono impressi quel maledetto 12 giugno, le macchinazioni che lo portarono a compimento e il “signor” di bello, che ora lo vediamo calcare i campi della serie A. Come è impresso nella mia memoria quel “terrone di merda” e gli altri epiteti che mi sputò in faccia mandorlini quasi due anni fa a Coverciano (per chi volesse approfondire l’accaduto, https://www.facebook.com/peppe.derosa93/posts/10206664829161085:0 ).

Siamo caduti, ma ci siamo rialzati; quel 12 giugno, battendoli, nonostante tutto, al ritorno, la settimana successiva; l’abbiamo fatto proprio quel 19 giugno, dopo la più amara delle vittorie, non staccando la spina e continuando ad alimentare una passione che era stata maltrattata ancora una volta. L’ho fatto anch’io nel mio piccolo quella mattina a Coverciano, saldando almeno in parte un conto che è ancora aperto per me e per i Salernitani. Il mio “augurio” ha colpito con ritardo, purtroppo o per fortuna oggi mandorlini non ci sarà, ma il calcio è una ruota che gira, sempre, incessantemente.

Oggi, 29 gennaio 2017, quel “terrone di merda” e i Salernitani tutti vogliono annotare questa giornata nel diario della memoria Granata. Questa volta però, senza dover essere noi a piangere.

(Mi si scusi per la minuscola a mandorlini, ma la tastiera mi difetta quando provo a scriverlo…)

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A cura di Giuseppe De Rosa

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