A bocce ferme #AveSal: 11 gol subiti su palle inattive.

Tre gol subiti dal peggiore attacco del torneo, ad eccezione del Pisa che, complice le vicessitudini societarie ha pensato solo a difendersi; undicesimo gol subito su palla inattiva; difficoltà imbarazzanti nell’avvicinarsi all’area di rigore avversaria e produrre occasioni da gol.

Questo è il quadro riassuntivo di Avellino Salernitana ed, anche a bocce ferme, la rabbia non si placa. Mi chiedo come sia possibile scendere in campo, anzi non scendere in campo per 45 minuti, quando la squadra era ben conscia dell’importanza sportiva della partita e dell’agonismo che avrebbero dovuto profondere nel match, così come chiesto dall’intera tifoseria. La Salernitana è rimasta a Paestum ed è arrivata al Partenio solo nel secondo tempo, quando la situazione era già compromessa.

Fiducia a Joao Silva che, per la dirigenza è titolare mentre agli occhi di tutti si presenta spaesato e palesemente inadeguato per la categoria per il ruolo di vice Coda. Ancora panchina per Donnarumma che da enfant prodige è diventato un peso di cui disfarsene prima possibile. In difesa spazio a Mantovani, altro enfant prodige, di cui però dopo un inizio incoraggiante si sono perse tutte le tracce. Improta sembra soffrire il nuovo atteggiamento, ma soprattutto il nuovo modulo di Bollini, quando sembrava cucito apposta per lui. Caro presidente Lotito siamo certi che la sua scelta di puntare su mister Bollini sia l’esatta soluzione? Probabilmente per mettere Bollini in condizione di fare bene la società deve intervenire radicalmente sul mercato rinnovando una squadra che non ha nè capo nè coda.

Ma ciò che ricorderemo meglio di questo 2016 sono le palle inattive, beate sconosciute di Rosina&Co. Anche le scuole calcio fanno fatica a subire gol del genere.

Di chi è la colpa di questo scempio? di Sannino? così come indicato troppo facilmente da Vitale? di Terracciano? della difesa?

Sicuramente ci sono delle responsabilità tattiche prima di Sannino e soprattutto poi di Bollini, che sfortunatamente o giustamente, ha fatto il pieno di gol subiti su palle inattive nelle sue 4 partite.

Non provate a rivedere tutti i gol subiti su calcio piazzato, vi mettereste le mani nei capelli. Dopo aver raggiunto un pareggio insperato contro il Carpi, nonostante un arbitraggio sfavorevole, al minuto 90 su calcio d’angolo avversario, i nostri difensori dovevano mostrare i denti e, prendendo in prestito una frase cara ad Ezio Capuano, dovevano essere dei maiali assatanati, perchè quella palla in area non deve proprio arrivare. Però Schiavi fa fare quello che vuole al giovane Bifulco. Prendiamo invece gli highlights di Avellino Salernitana. Imbarazzante Vitale che salta a vuoto lasciando 4 metri di spazio a Jidayi che può colpire indisturbato. Nessuno ci dirà ovviamente il perchè Jidayi, calciatore forte fisicamente, veniva marcato dal magrolino Vitale. Non poteva crederci, invece, Ardemagni quando Perico si è spostato facendolo accomodare in salotto come se fosse un ospite importante al cenone di Capodanno. Ma non fermiamoci solo ai gol subiti: dalle azioni salienti si evince che ogni qual volta che l’Avellino compieva un traversone al centro la nostra difesa soffriva palesemente. Quante volte l’Avellino ha sfiorato il gol proprio su queste azioni! Tuia non ne ha presa una, nè di piede nè di testa. Ed in fase offensiva? La musica è la stessa. Mai pericolosi, mai grintosi, sempre secondi su un cross o una palla vagante. Non l’abbiamo mai presa di testa, anzi l’ha presa Joao Silva liberando la difesa biancoverde da gran difensore.

E’ evidente che questa squadra non ragioni e non abbia concentrazione. Ogni settimana due o tre calciatori granata si rendono protagonisti di prestazioni indecenti, compiendo errori imbarazzanti. Determinati calciatori non hanno più nè la testa nè la voglia di rimanere a Salerno e di combattere per questa maglia. E allora che si mandino via e si costruisca una squadra che innanzitutto sia concentrata e determinata sull’obiettivo finale che, a questo punto, è la salvezza.

Noi lo sapevamo già, Lotito forse aspirava ad altro.

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A cura di Alessandro Adinolfi

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