L’attesa di Giovanni Perna. #AveSal

Faccio un lavoro che spesso mi ruba le giornate intere. Avrei potuto andare in tutti i settori, ma volevo solo quello Ospiti. Non sono classificato “abituale” dall’Accademia della Crusca. Ho scarsa propensione alla prostituzione ed all’associazionismo.Presi singolarmente sono tutti ingredienti buoni, mescolati insieme producono il risultato che nella lista degli 800 ammessi al Partenio il mio nome non ci sta.

Poiché tratto, da sempre, Passione e sentimenti come un’azienda personale, ho fatto quello che si fa in questi casi. Ho reinvestito.

E per questo, senza pianificazione ne’ reale percezione, mi sono ritrovato a San Gregorio Armeno.

A San Biagio dei Librai prima, chè una volta che uno deve affogare un dispiacere conviene che si prenda il caffè di Ciorfito.

E poi, in mezzo ai pastori.

Con la tentazione forte di comprarsi la statuetta di Mohammed Alì, a cercare, tra negozi e bancarelle, lo spirito natalizio che mi è stato negato.

Dall’età, dal cinismo che ne deriva, da quella piega amara che mi caratterizza quando accenno ad un sorriso, e che giuro quando ero ragazzo non c’era.

Da un biglietto che non mi hanno fatto fare.

E dal pensiero che, scusate se ne faccio un caso personale, se uno come me vuole andare in un posto e non riesce ad andarci vuol dire che questo pianeta ha un problema.

E va bene, Sabato resto sul divano e vedo se mi toccano dei regali.

Uno bello già l’ho ricevuto: alcuni compagni di classe di mio figlio, alla ferale notizia della mia assenza sugli spalti, si sono convocati per vivere il Derby insieme a me.

E insomma se dei teenager ti aggregano vuol dire che, quando tutto manca, stai una tacca sopra al Ministro Poletti.

Vabbè, girando girando tra le bancarelle ho deciso che un ricordo di questa giornata me lo volevo prendere.

Ci stava questo presepe piccolino. Non sarà il più bello del Mondo, ma pareva confezionato apposta per me.

Con un Angelo sopra che assume una posa che pare un avvoltoio. E sopra al foglietto che lo accompagna ci sta scritto Carpi, per non dimenticare.

E il bambinello è biondo, e pare lo abbiano messo in croce in anticipo, come Alfredino.

Tiro un sospiro, domani lo tratterrò, e mi “godo” sul divano questa “cosa” alla quale darò un nome ed un aggettivo qualificativo prima dello spaghetto con le vongole.

Una cosa già so, il Derby è come il Presepe, è come il Natale. E cosa sia il Presepe me lo ha insegnato tanto tempo fa Tommasino Cupiello: una cosa religiosa con l’enteroclisma da dietro.


Avellino-Salernitana @Stadio “Partenio” – 24 Dicembre 2016

A cura di Giovanni Perna.

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