La leggenda dell’organico completo: meglio Nalini o Grillo?

“Abbiamo costruito una squadra capace di competere alla pari con tutte”. La frase che il presidente Lotito ripete periodicamente è come un treno che arriva alla stazione sempre in ritardo. L’ultima partita in ordine di calendario ha confermato, anzi ha “scoperchiato” gli altarini. La Salernitana è una squadra incompleta, con gravi lacune in tante zone del campo. Frutto di una scellerata campagna acquisti che ormai si ripete, puntualmente, da anni nei mesi estivi e nel mese di gennaio. Analizzando la squadra ed apportando un approfondito raffronto tra rosa e moduli le lacune emergono ancora più gravi, come dei macigni. L’ex mister Sannino che si è affidato al suo 352 che, a suo dire, si trasformava in 3412, schierava Improta esterno di fascia, o meglio terzino sulla linea dei difensori in fase di non possesso, perdendolo cosi totalmente in fase offensiva. Rosina, in entrambi i moduli, vagava per il campo alla ricerca di una posizione mai trovata, onerato da compiti difensivi che sembra proprio di non poter reggere. Nel terzetto difensivo manca un difensore centrale di piede mancino: ogni volta che Bernardini è stato schierato in quella zona del campo ha fornito delle prestazioni pessime. Nell’ultima partita dove Bollini ha varato il suo 433 ha schierato Luiz Felipe terzino sinistro in assenza di Vitale, i tre mediani Della Rocca, Busellato e Ronaldo avendo come unica sostituzione Zito. Se consideriamo la panchina, ci rendiamo conto immediatamente che non c’è alcun elemento che a partita in corso possa cambiare le sorti del match. Ciò comporta, inevitabilmente, che se la Salernitana va sotto di un gol è quasi impossibile poter ribaltare la partita. A meno che Meccariello decide di farsi espellere e mister Carbone sbaglia tutto (SAL-TER).Il mercato estivo è stato caratterizzato dalla lunga telenovela di Rosina, che ha ricordato molto quelle dei mercati precedenti con l’attaccante Maniero ed il centrocampista Lodi. Fortunatamente o sfortunatamente alla fine il trasferimento si è concretizzato. Un trasferimento importante, un contratto principesco a cui ci ha abituato il direttore Fabiani. 4 anni di contratto per un calciatore, sicuramente capace di fare la differenza, ma ormai nella parabola discendente della sua carriera. Il grande equivoco tattico nasce proprio con l’ingaggio di Rosina. Da agosto sostenevamo che sarebbe stato difficile far convivere Rosina e Donnarumma perchè uno esclude l’altro, almeno tatticamente. Ma poi è arrivato il presidente Lotito, che con la sua spavalderia ha presentato a tutti “er rombo” con a centrocampo Bacinovic Odjer Munari e Rosina dietro Coda e Donnarumma. Allora tutti si sono tranquillizzati e, perchè no, anche esaltati. Sappiamo bene come è andata a finire. Di Munari nessuna traccia e Bacinovic, dopo essere stato ingaggiato ed aver svolto tutto il ritiro è stato scartato perchè ritenuto non in forma. Curioso come siano serviti due mesi per rendersi conto che quel calciatore non faceva caso al gioco della Salernitana. Eppure oggi un centrocampista servirebbe come il pane. Eppure una mezz’ala di qualità già era in casa. Si tratta di Sciaudone, uno dei centrocampisti più forti della categoria. Maltrattato e messo fuori rosa per un capriccio che, evidentemente, il direttore Fabiani non ha digerito. Eppure quest’estate, con un nuovo allenatore, si poteva recuperare questo strappo. Ma niente, gli interessi prima di tutto. In assenza di Odjer è stato buttato nel campo Ronaldo Pompeu Da Silva, tesserato nell’ultima mezz’ora dell’ultimo giorno di calcio mercato estivo, quando Fabiani, dopo il rifiuto di Buzzegoli, si è reso conto di non poter arrivare ad alcun centrocampista. Una ruota di scorta quindi, eppure un plauso va al calciatore che ha accettato tutto ciò con grande dignità e professionalità. Il buon ingaggio di Vitale ha coperto la fascia sinistra, ma in sua assenza è notte fonda (Luiz Felipe docet in Sal-Bar). Come alternativa ci sarebbe Franco, messo fuori rosa praticamente da Giugno ed invitato in estate a trovarsi una squadra. Risultato? Franco in lista ed in rosa un calciatore scontento e palesemente inadeguato al campionato di serie B, come già ampiamente dimostrato. Eppure sarebbe stato facile: prendere un buon terzino sinistro magari under per non ricoprire un posto in rosa. Quel Venuti che a Benevento hanno preso immediatamente che sta facendo davvero cose egregie, ma anche Germoni, primavera della Lazio, che a Terni si sta comportando bene. Chissa perchè qui a Salerno sono arrivati solo gli scarti mentre i veri gioielli della primavera biancoceleste sono stati puntualmente dirottati altrove. E’ andato via anche Empereur, direzione Foggia. Operazione positiva che ha riempito le casse societarie, ma non è stato sostituito adeguatamente. I due under Mantovani e Luiz Felipe, entrambi destrosi, si stanno rivelando troppo acerbi. Non abbiamo un centrale di piede mancino e, come accennavamo prima, in una difesa a 3 sull’out sinistro tutti sono andati in difficoltà. E’ stato ingaggiato Laverone, 27 anni, tante presenze da titolare in B ed è praticamente fuori rosa. Solo pochi minuti per lui. Gli si preferisce Perico o addirittura Tuia in posizione di terzino destro. Rimarrà un mistero. Ma il massimo si è raggiunto nella gestione di Nalini. Un calciatore estroso e tecnico come lui, avrebbe fatto comodo in questa squadra in qualunque modulo si decidesse di giocare. Ad oggi in rosa nessuno salta l’uomo e solamente due (Vitale e Rosina) sono capaci di realizzare assist. Eppure si è lasciato andare via un calciatore su cui poter puntare e che probabilmente poteva dare alla Salernitana un’arma in più. E’ vero è stato infortunato ed ha dimostrato anche di essere fragile ma ciò giustifica il trattamento che ha subito? Il direttore Fabiani si è privato a cuor leggero di un calciatore che avrebbe aiutato la Salernitana e, cosa più grave, non è stato sostituito adeguatamente. Seppur fragile e soggetto ad infortuni chiedo a voi se sarebbe stato meglio avere Nalini in rosa o avere tal Antonio Grillo, di cui non capiamo, o meglio capiamo troppo bene perchè è in lista e perchè gli sia stato rinnovato il contratto. Insomma il mercato estivo ha fatto acqua da tutte le parti ed il risultato è stato realizzare un’accozzaglia di buoni giocatori, presi singolarmente, ma pessimi in un insieme di gioco perchè manca l’amalgama necessario che possa permettere di mettere in condizione i calciatori di dare il massimo e soprattuto di giocare nei propri ruoli. 

Un’ottima operazione è stato il riscatto di Odjer, peccato che il ghanese sembri il fratello gemello scarso di quello ammirato l’anno passato. Poi c’è la ciliegina Cenaj, meglio conosciuto come “il predestinato”, cosi come presentato dal direttore Fabiani alla stampa, ed i talentuosi Iliadis ed Alcorace. Ma di questi ne parleremo meglio presto, molto presto.

A cura di Alessandro Adinolfi.

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