Bari Salernitana: un nuovo film già visto.

Amaro esordio per Bollini. I granata escono dal San Nicola con un immeritato 2 a 0. Nel corso della gara la Salernitana, pur non facendo scintille o sensazionali giocate ha tenuto il campo con dignità, coprendo bene il terreno di gioco e riuscendo a insidiare la porta biancorossa in varie occasioni, colpendo due volte i legni avversari e meritando un calcio di rigore che solo l’insipienza del direttore di gara e dei suoi collaboratori gli hanno negato. Il risultato, come è costume degli italiani, condiziona il commento e il relativo giudizio, ma non sembra che il Bari abbia dimostrato la superiorità tecnica che la qualità dei suoi giocatori avrebbe dovuto evidenziare. Senza dubbio schierare Luis Felipe Marchi come terzino sinistro ha dato la possibilità all’estroso De Luca di divertirsi: il giovane brasiliano veniva saltato puntualmente sul primo passo fino a farsi “infinocchiare” nell’episodio del primo gol. Il risultato è il frutto dell’ennesimo calo di tensione dei difensori che in occasioni delle marcature hanno commesso gravissimi errori individuali. Il reparto difensivo è apparso tatticamente ben disposto ma, si ribadisce, gli errori dei singoli hanno compresso l’esito della gara, come avviene ormai dall’inizio del campionato. Ricordiamo la trasferta di Ferrara dove Schiavi&co. hanno dato luogo alla festa degli errori individuali difensivi. 
Passando dall’analisi della gara a considerazioni più generali si può serenamente affermare che la compagine granata non riesce ad uscire da un grigio anonimato, relegata nelle parti basse della classifica sembra lontana anni luce dai presuntuosi proclami del patron Lotito, il quale afferma che la squadra può competere con tutti. Dopo ogni partita vinta o mostrando calcio per un tempo, si è parlato di svolta, di nuovo inizio ma, sempre, si è tornati al grigiore di una compagine che non riesce a decollare verso spazi più ambiziosi.

Che cosa manca alla Salernitana per essere grande o comunque temuta? E’ chiaro che l’organico, contrariamente a quanto pensa il Presidente, appare incompleto : a centrocampo vi è scarsità di giocatori dai “piedi buoni” – prendendo in prestito da Fulvio Bernardini la colorita espressione – giocatori cioè in grado non solo di contrarre gli avversari ma capaci di iniziative di gioco fluide e incisive. Solo Rosina è in grado di saltare l’uomo e di inventare; quando però a costui manca il carburante, come accaduto quasi sempre, diventa l’uomo in meno e, quindi un inutile fardello; in attacco il solo Coda è encomiabile il centravanti di Cava de’ Tirreni è un autentico leone, lotta su ogni pallone ma, purtroppo, è costretto molte volte ad allontanarsi dall’area di rigore avversa per recuperare palloni giocabili. Donnarumma che positive sensazioni aveva suscitato nello scorso campionato sembra l’ombra dell’attaccante incisivo ammirato in passato; Vitale dopo uno scoppiettante inizio sembra avere smarrito la verve tecnico atletica che aveva consentito alla Salernitana di avere sulla fascia un elemento di classe superiore. Da queste premesse che cosa possiamo attenderci noi tifosi granata? Se la proprietà bianco celeste della Lazio non prende seriamente a cuore le sorti del club granata finiremo per essere come i dannati descritti da Dante: coloro che son sospesi, sospesi tra un presente mediocre e un futuro glorioso solamente sognato.

A cura di Enzo Vitale.

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