Il ribaltone (?)

Quanto avvenuto in questi giorni in casa Salernitana, il ribaltone tecnico che per comodità chiamiamo #dimissionidiSannino, tutto rappresenta tranne un avvenimento sconvolgente. Quale che sia il #calciomaivisto al quale il tecnico di Ottaviano alludesse.

Se, come molti hanno interpretato, il riferimento è alla Storia della Salernitana nel suo complesso, Sannino ha interpretato il ruolo (diffusissimo) dell’impiegato lecchino, del caporale nella piana di San Marzano.

Ha ripetuto, cioè, come un pappagallo quello che ha sentito dire dal suo Padrone.

Commettendo l’errore di valutazione di tutti gli impiegati lecchini.

Non ha capito, cioè, che avrebbe pagato per sé e per il principale.

Che, alla fine della fiera, mette i soldi e tiene il telecomando in mano.

È per questo che quando quelle parole (anche peggiori) sono state pronunciate in sala stampa, i commenti critici sono stati fatti sempre a Lotito lontano.

Mai, in nessuna di queste occasioni, i commentatori hanno fatto, in massa, l’unica scelta possibile: alzarsi ed andarsene.

Giova ricordare che non lo hanno fatto neanche quando a due rappresentanti è stato negato il diritto all’accredito.

Se poi invece, come pare abbia precisato, Sannino si riferiva all’attualità, ha ragione da vendere e pelosa amnesia, perché omette di precisare che di #calciomaivisto è stato splendido protagonista, non solo a detta dei soliti gufi ma anche dei suoi datori di lavoro, se è vero che ad Alberto Bollini era stata offerta la panchina del Vicenza ed invece era stato tenuto in stand by.

Scelta “normalizzante” quella di Alberto Bollini, che toglie definitivamente i veli sugli obbiettivi reali di questa Società, come incautamente si era fatto scappare di bocca il povero Sannino, che in quel momento, ben prima di Salernitana-Pro Vercelli, si è scavato (professionalmente) la fossa.

E mentre Sannino, con le sue lettere/fotocopia, diventa già un brutto ricordo, colpisce il sorriso smagliante sfoggiato dal Direttore, che per comodità chiameremo sportivo, al primo allenamento diretto da Bollini.

Ci si attendeva minore esultanza da chi ha appena fallito per l’ennesima volta uno dei traguardi minimi: finire una stagione con lo stesso allenatore col quale si è iniziata.

Ci si attendeva un cenno di dispiacere per il fallimento di una scelta che è stata rivendicata, propagandata, difesa fino a 48 ore fa.

Ci si attendeva un minimo di perplessità per questo ribaltone tecnico che, con grande evidenza, lo scavalca nelle sue mansioni, con buona pace di quelle che saranno le dichiarazioni ufficiali.

Ma probabilmente il sorriso smagliante deriva da una posizione che percepisce salda e che chiaramente travalica gli esiti delle sue scelte, se è vero come è vero che in qualsiasi altra piazza ad andarsene per primo non doveva essere Giuseppe Sannino.

A cura di Giovanni Perna.

Foto: http://www.ussalernitana1919.it 

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