A bocce ferme – Pochi “Pro”, tanti contro e il calcio immaginario.

E’ il 28 novembre 2016. Si gioca Salernitana-Pro Vercelli, quasi precisamente un anno dopo quell’umiliante debacle interna. E’ fine primo tempo, i Granata rientrano negli spogliatoi fra numerosi applausi e approvazione, dopo due terzi di primo tempo incolori e circa 15 minuti di (quasi) piacevole supremazia territoriale e, soprattutto, un gol di vantaggio. D’altronde si sa, nel calcio c’è un unico dio: il risultato. Circa un’oretta dopo, infatti, al triplice fischio, dopo altri insipidi 45 minuti e, stavolta, un gol subito in contropiede, gli applausi si tramutano in fischi, l’approvazione in malumore. La fotografia del momento storico della Salernitana sportivo-sociale è racchiusa in un infelice “sfottò” della curva a tal Ivan Provedel da Pordenone, portiere della Pro, vittima sacrificale di chi, neanche tanto convinto, si accoda alla scia degli errori arbitrali, degli infortuni imponderabili, della malasorte, della superstizione, del mito e della leggenda.A gettare ulteriore fumo negli occhi ci pensa poi l’umile trainer della Salernitana Sannino, che, al culmine di una crisi di mezza età scaturita dalla sempre più inevitabile presa di coscienza di una sciapita carriera che volge inesorabilmente al termine, si lascia andare a dichiarazioni che nel commentarle si perderebbe “tempo, acqua e sapone” come a lavare la testa dei ciucci.

Di allenatori scarsi a Salerno ne abbiamo visti tanti, da Ammazzalorso a Cadregari, da Bellotto a Cari, solo per non andare a riaprire gli almanacchi, Sannino si aggiunge di prepotenza nella lista, oltre che per la pochezza tecnico-tattica, anche e forse soprattutto per la maleducazione, la presunzione e l’incapacità nel comunicare. Dando troppa enfasi ai contorni, però, non si fa altro che prestare il fianco a chi vuole che si sguazzi nella superficialità delle cose, senza andare a fondo nei veri problemi della Salernitana. E la portata principale dov’è? Al di là di Sprocati all’81’, dell’esilarante calcio immaginario di Sannino, di un cartellino in più o in meno, apriamo gli occhi su questa “improvvisata programmazione” che sta sempre più pericolosamente diventando un leitmotiv di questa proprietà.

A cura di Giuseppe De Rosa.

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